Nel regno degli Zulu

  Lo Zululand, ovvero la terra del “popolo del cielo”, crea con il Sudafrica una sorta di scatola cinese di nazioni. Perché è un mondo all’interno di un altro mondo, un regno dentro una repubblica, un frammento di Africa selvaggia inserito in un paese che sembra nordeuropeo.

Quanto più ci si inoltra tra le coltivazioni di canna da zucchero, sulle colline costellate di acacie ad ombrello e spruzzate con il giallo delle arance abbandonate perché in sovrapproduzione, tanto più si incontreranno le tipiche capanne ad alveare - dove talvolta svettano bandiere che annunciano vendite di birra e carne o matrimoni imminenti – e potrà capitare di assistere ai riti e le cerimonie pittoresche che accompagnano i principali momenti della vita umana e gli eventi particolari come il compleanno del re. Ovvero, potremo assecondare l’idea che il nostro immaginario si è formato del continente nero.

Siamo nella patria dei leggendari Zulu, parola che evoca la magia e i misteri dell’Africa ma che su qualche vocabolario troviamo ancora come sinonimo di “persona di grossolana ignoranza e maleducazione”. Pregiudizi duri a morire. Dominata da un potente gruppo tribale, profondamente permeata dalla cultura tradizionale della sua gente, questa vasta zona di una provincia della Repubblica Sudafricana, il KwaZulu-Natal, è una terra calda e umida dove il sole splende tutto l’anno, ricca di bellezze naturali e di tracce di un passato combattuto fra lotte tribali e resistenza al colonialismo bianco. Terra di guerrieri orgogliosi e risoluti, ospitali e conservatori, superstiziosi e sottomessi ai capi, dove la piaga principale, l’aids, si dice arrivi a colpire il 60% della popolazione.

Avendo poco tempo a disposizione, il modo migliore per avvicinarsi alle tradizioni zulu è quello di affidarsi a una Cultural experience. Certo, si tratta di una ricostruzione, una “realtà nella realtà” creata ad uso e consumo del turismo di massa. Però è così ben congegnata da riuscire, soprattutto nei villaggi più raccolti, a far immergere il visitatore in una particolare e suggestiva atmosfera di passato.

Se volete seguire le nostre orme, scegliendo Simunye, preparatevi a lasciare alle spalle tutte le modernità. E pure i bagagli - che rimarranno insieme al mezzo di trasposto in un parcheggio custodito - nonché i contatti con il resto del mondo. Il cellulare nella valle non prende e  telefoni, nel lodge, non ve ne sono. O meglio, da qualche parte ci saranno pure, così come gli uffici, ma accuratamente celati agli ospiti.

Il luogo è bellissimo, però va conquistato. Dopo aver percorso in auto una strada sterrata e aggrovigliata di curve, per l’ultimo tratto la scelta è fra il cavallo e il meno impegnativo carro trainato da buoi. In cerca di avventura ci ritroviamo, fantini improvvisati e malfermi, a dipendere dalla guida locale per indirizzare sulla strada giusta gli animali, che pure non sono granché frizzanti. Dopo un’ora e mezzo attraverso una splendida valle piena di piante di aloe, con scimmie e babbuini che ogni tanto ci sbucano davanti, ecco l’arrivo, vicino a un fiume dove regnano una calma e un silenzio assoluti, quasi eccessivi.

Ha inizio il viaggio nella memoria. Per entrare nel villaggio bisogna cimentarsi in una stretta di mano in tre fasi, secondo le usanze tradizionali. Poi, c’è la cerimonia di benvenuto con l’offerta della birra di sorgo, bevanda nazionale zulu a base di mais, sorgo e acqua, fermentata dalla moglie del capo villaggio. Un rituale che si ripete immutato da secoli. L’offerta agli spiriti, l’assaggio della donna per controllare che non sia avvelenata e solo dopo la distribuzione al marito e agli ospiti, all’interno di una piccola zucca scavata o di un mestolo in legno. Rifiutarla significa respingere l'ospitalità. Seduti in circolo, aspettiamo il nostro turno osservando gli altri per capire cosa fare, ma è chiaro che la lista dei buoni propositi sanitari è destinata a essere disattesa nel giro di una manciata di secondi. Superando le diffidenze igieniche quasi tutti assaggiano, facendo però bene attenzione a non poggiare il mestolo comune con l’apertura verso l’alto, a richiederne altra. Quel sapore di mosto acidulo non è affatto amabile per il nostro palato.

Terminata la cerimonia è l’ora della cena, al lume di candela in un tipico boma intorno al fuoco. Anche qui, sapori inconsueti. Antichi e dolciastri, forti e aromatizzati. Nel frattempo sono iniziati i canti e le danze, movimenti scatenati e quasi spasmodici, talvolta violenti, al ritmo dei tamburi. Suoni e voci risuonano tra le colline. Le ragazze, quelle ancora non sposate, sono a seno nudo, coperte solo da una cascata di perline colorate a mo’ di gonnellino. Tutte giovanissime, perché qui a vent’anni se non hai ancora marito sei una zitella. Le “impegnate”, a seno coperto, indossano una pelle per celare la parte posteriore della coscia, considerata particolarmente sensuale. Ognuno veste a seconda del suo status. La pelle di leopardo identifica i capi. Il re è libero di indossarne quanta ne vuole, un capo villaggio può portarne una piccola fascia.

Per la notte, ci attende una caratteristica capanna intagliata nella roccia, priva di elettricità e illuminata da candele, con un’originale vasca da bagno in pietra e una pelle di zebra come tappeto. La mattina dopo sarà un suonatore di chitarra a darci la sveglia. Sarebbe molto piacevole, se non fosse l’alba. Passeggiando nel villaggio ricompare un residuo di diffidenza, pensando che loro, tutto sommato, gli Zulu li fanno per mestiere. Il capo tribù inizia a parlare con una voce regolare e suadente in isiZulu, lingua espressiva e ricca di suoni “a schiocco”, e si rimane tutti incantati davanti al fascino particolare di quei movimenti lenti, sinuosi e armoniosi, di quello sguardo penetrante che se ti fissa devi abbassare gli occhi. Incute rispetto e soggezione. Le ultime riserve sono superate, mentre lo spettacolo prosegue. È la volta dei combattimenti con il bastone, dimostrazioni di abilità per questi bei giovani dalla pelle ambrata. Poi, siamo accolti in un’abitazione. Ci si siede in terra, su stuoie o pelli, rispettando regole ben precise. Uomini a destra, donne e bambini a sinistra.

Donne, a proposito di donne, abbandonando l’occhio neutro dell’osservatore ci si accorge di quanto sia dura la loro vita quaggiù. Nella famiglia non hanno alcun potere decisionale ma svolgono tutti i lavori pesanti, dalla coltivazione della canna da zucchero al trasporto  di acqua e legname, mentre gli uomini intagliano il legno, si occupano dell’allevamento e possono avere più mogli... (niente battute, sono scontate!). Nel regno degli Zulu la poligamia è ancora praticata, però non tutti se la possono permettere. Per sposarsi più volte bisogna avere i soldi, e un numero di capi di bestiame sufficiente da consegnare in dote ai padri delle future spose.

Un’altra offerta di birra, mentre la simpatica guida zulu spiega, in inglese, la struttura sociale del villaggio e il ruolo dei sangoma, guaritori con poteri magici che interpretano i segnali degli spiriti, e illustra le caratteristiche di una religione che ha miscelato le credenze tradizionali del culto degli antenati, degli spiriti della foresta e degli animali sacri con il dio e i templi cristiani introdotti dai missionari occidentali.

Tutto questo è passato, ma anche presente. Gli Zulu vivono a cavallo tra tradizione e modernità. Da una capanna spunta una parabolica ed esce il suono di una radio. La cosa istintivamente infastidisce, ma il fascino dell’esotismo di noi occidentali mica deve congelare questi popoli a cento anni fa!

Prima di andare via è d’obbligo qualche acquisto nel mercatino con i lavori artigianali in perline, vimini, legno e terracotta e un contributo per la realizzazione di una scuola nella zona. Poi di nuovo a cavallo, portandosi appresso le forti emozioni del giorno trascorso, ma ancora qualche dubbio su come possano funzionare e fondersi le leggi di uno stato dentro lo stato, di un regno, autonomo ma non indipendente, dentro una repubblica.

La lunga lotta del popolo del cielo

Gli Zulu, o Amazulu, “popolo del cielo”, appartengono al ceppo Nguni e rappresentano il gruppo tribale più numeroso del Sudafrica. Guidati da capi valorosi e re leggendari come Chaka, agli inizi dell’Ottocento trasformarono il loro piccolo clan in un impero di guerrieri che si impose sulle popolazioni limitrofe e contrastò decisamente la politica coloniale e imperialista europea, dalla quale fu però ben presto soggiogato. La zona vide la progressiva formazione di due gruppi di potere bianchi, entrambi conservatori: i coloni inglesi, che avevano conquistato la zona del Capo intorno al 1820 e controllavano politica, commercio, finanza e industria, e i pionieri (trekker) boeri, in prevalenza agricoltori che, insoddisfatti della giurisdizione britannica, erano emigrati verso l’interno fondando due repubbliche, Orange e Transvaal. Dopo ripetuti conflitti e battaglie fra boeri, zulu e inglesi, questi ultimi prevalsero in tutta l’Africa meridionale. Lo Zululand divenne dapprima colonia britannica e, nel 1897, fu annesso al Natal, mentre i territori boeri, nei quali verso il 1880 erano stati scoperti filoni auriferi e di diamanti, furono conquistati a seguito di ulteriori guerre. Nel 1910 fu proclamata l’Unione Sudafricana, con un proprio governo ma sotto la sovranità britannica. Boeri e inglesi iniziarono a collaborare, ponendo le basi della privazione dei diritti per i neri, che organizzarono le prime rivolte e azioni di guerriglia. Durante il governo del Fronte Nazionale (1948-1994), il Sudafrica uscì dal Commonwealth diventando repubblica, e sviluppò una politica di segregazione che prevedeva il confino dei neri nelle homeland, istituite in ogni regione, in cui milioni di persone furono inviate a forza. Mangosuthu Buthelezi, leader del movimento di destra Inkatha, che governava il KwaZulu, tentò di coalizzare, senza successo, i capi delle homeland contro questo piano. Alcuni anni dopo il governo sudafricano fu però costretto a concedere le prime timide riforme e parziali diritti ai neri, sotto la pressione degli stati confinanti e delle forti tensioni sociali e politiche. La politica ambigua e spregiudicata di Buthelezi ha provocato spesso episodi di guerra civile e tribale tra gli Zulu, neri dei quali difende i diritti, e gli Xhosa, di cui l’Inkatha Freedom Party ha attaccato i villaggi che sostenevano l’ANC anche grazie agli aiuti ricevuti dal governo segregazionista bianco. Discendente di uno degli ultimi re zulu e membro del governo, contende il potere al sovrano Goodwill Zwelithini, tuttora in carica grazie a un singolare emendamento inserito nella costituzione della repubblica sudafricana, che consente ai governi delle province di riconoscere i monarchi tradizionali.

Il creatore dell'impero zulu 

Figura mitica e controversa, geniale organizzatore e crudele autore di stragi, Chaka rafforzò la nazione zulu fino a trasformarla in un potente impero. Seminò il terrore fra i clan, diffondendo la guerra e provocando la difaqane (“stritolamento” in lingua seSotho), un periodo di grandi sconvolgimenti per le popolazioni dell’Africa australe, che portò alla distruzione di interi villaggi, alla dispersione e a migrazioni forzate delle tribù rimaste senza terra. Salito al trono nel 1816, fu ucciso da un fratellastro nel 1828. Un ottimo testo per conoscere il grande e discusso re zulu è l’avvincente romanzo storico Chaka (Edizioni Lavoro, 1988), pubblicato per la prima volta nel 1910 in lingua seSotho. Il suo autore, Thomas Mofolo, originario dell’attuale Lesotho, raccolse sul campo, direttamente nella terra degli Zulu, le testimonianze orali e i canti in onore di Chaka. Nel KwaZulu-Natal si trovano ancora oggi alcuni luoghi che lo ricordano. A Stanger, negli Shaka Memorial Gardens, sopra la sua tomba sorge un monumento commemorativo eretto nel 1932 e c’è un vecchio albero sotto il quale si racconta che il re abbia tenuto le sue riunioni. Tracce di battaglie e guerre fra inglesi, boeri e Zulu si trovano nel territorio di Thukela.


Cronologia

1815 – Il capo zulu Chaka sale al trono iniziando la difaqane

1820 – I coloni britannici si insediano nel Capo orientale

1838 – Nella battaglia di Blood River i boeri uccidono circa 3000 Zulu riportando solo 3 feriti.

1852 – Nasce la repubblica boera del Transvaal

1877 – Gli inglesi annettono il Transvaal

1881 – I boeri sconfiggono gli inglesi e il Transvaal diviene Repubblica Sudafricana

1897 – Gli inglesi annettono lo Zululand

1899-1902 – Scoppia la guerra anglo-boera che sarà vinta dagli inglesi

1910 – Creazione dell’Unione sudafricana, confederazione fra le colonie britanniche e le ex repubbliche boere

1948 – Il Fronte Nazionale va al governo, mantenendo il potere fino al 1994. I neri vengono privati di ogni diritto

1961 – Il primo ministro Verwoerd, principale teorico dell’apartheid, fa uscire il Sudafrica dal Commonwealth proclamando la repubblica

1994 – Si svolgono le prime elezioni libere del Sudafrica. Nelson Mandela diviene presidente.

Un week-end nella tradizione 

Vari villaggi dello Zululand offrono un’interessante esperienza culturale, un’affascinante immersione nella storia che permette la comprensione di tradizioni, credenze e rituali della nazione zulu e della sua gente. Oltre agli spettacoli di danze intorno al fuoco, al suono vibrante dei tamburi, si assisterà a esibizioni di combattimento, dimostrazioni artigianali di intaglio e tessitura, e si gusteranno pasti tipici, principalmente a base di mais, fagioli, zucca, patate dolci, cipolle e carne. Poi, le guide zulu vi accompagneranno nel loro villaggio, spiegando la struttura e la disposizione delle capanne circolari e illustrando tradizioni sociali e culturali. Sarete anche accolti all’interno di un’abitazione, dove vi verrà spiegato il culto degli antenati e sarete invitati a partecipare ai rituali e all’assaggio della birra di sorgo. A volte l’esperienza si concluderà con l’incontro di un sangoma, sorta di medium spirituale molto rispettato dalle comunità.

Per informazioni ci si può rivolgere direttamente ai villaggi oppure a: The KwaZulu-Natal Tourism Authority. Email: info@tourism-kzn.org. ) +27 (0)31 304-7144. Fax: +27 (0)31 305-6693.

DumaZulu Traditional Village & Lodge

[P.O. Box 10305 Marine Parade 4056 ) +27 (0)31 337-4222. www.goodersonleisure.com Email: glczulu@iafrica.com]

Situato nel cuore dello Zululand, vicino Hluhluwe, e gestito da un antropologo, è l’unico villaggio ufficialmente aperto dal re Zulu Goodwill Zwelithini. Alcune guide lo segnalano come il migliore. Le 23 camere del lodge, in stile tradizionale africano ma dotate di tutti i comfort, sono a fianco al villaggio dove vivono circa 50 zulu, tra cui un sangoma. Quote a persona in camera doppia con trattamento di mezza pensione R483 (circa £ 140.000), in singola R625 (circa £ 180.000).

Simunye Zulu Lodge

[P.O. Box 248 Melmoth 3835 ) +27 (0)35 450-3111. www.protea-hotels.com]

È un singolare villaggio della catena Protea, nascosto nella vallata del fiume Mfuli, fra Eshowe e Melmoth. L’esperienza inizia alle 15.30 al vecchio deposito, dove si lasciano veicoli e bagagli in un parcheggio custodito, per proseguire a cavallo, a piedi oppure su un carro trainato da buoi (in 4x4 su richiesta). Dopo un primo incontro con il capo villaggio e una cena tipica, il programma si conclude intorno al fuoco con le danze al suono ritmico dei tamburi, per riprendere, all’alba del giorno successivo, con la visita del villaggio. Delle 18 camere, con servizi privati ma quasi tutte senza elettricità, le più caratteristiche sono senza vetri. Quote a persona in camera doppia comprensive di cena, colazione, brunch e “cultural experience” da £ 192.000 a £ 230.000 (99-119 €), in singola da £ 240.000 a £ 279.000 (124-144 €), con i buoni alberghieri acquistabili in Italia tramite Kuoni Gastaldi Tours () 010/5968300. Internet: www.kuonigastaldi.it).

Shakaland Zulu Cultural Village

[P.O. Box 103 Eshowe 3815 ) 035-4600912. www.protea-hotels.com]

Situato sulle colline di Entombeni fra Eshowe e Melmoth e gestito dalla catena Protea, è stato creato nel 1984 per il film Shaka Zulu. Rappresenta il kraal di Senzangakhona, padre del leggendario re Chaka. Nel centro culturale, affiancato da un “umuzi”, casa colonica Zulu, gli ospiti possono assistere a dimostrazioni di combattimento e di artigianato, balli, danze, farsi predire il futuro da un sangoma, gustare pasti tradizionali e pernottare in una capanna con tutti i comfort. Tramite Kuoni Gastaldi Tours è possibile acquistare direttamente dall’Italia il voucher alberghiero. Quotazioni su richiesta.

KwaBhekithunga Zulu Cultural Village e Centro artigianale

[Nkwalini - P.O. Box 364 Eshowe 3815 ) +27 (0)35 460-0644. Email:kwabheki@netactive.co.za]

Villaggio Zulu dove Mbhangcuza (dagli occidentali chiamato Thomas) Fakude e la sua famiglia guidano gli ospiti alla scoperta della cultura zulu, attraverso spiegazioni sull’abbigliamento, il cibo tradizionale, la struttura di un umuzi, e dimostrazioni di mestieri, combattimenti, canti e balli. Si può pernottare in capanne dotate di elettricità e servizi privati e gustare un pasto di sei piatti tradizionali servito con frutta fresca. Anche l’annesso centro artigianale merita una visita. Quote a persona in camera doppia con trattamento di mezza pensione R280 (circa £ 80.000), in singola R305(circa £ 85.000). Programma culturale con pasti tradizionali prenotabile solo per gruppi R120 a persona (circa £ 35.000).

PheZulu Safari park

[5 Old Main Road Botha’s Hill – Hillcrest ) +27 (0)31 777-1000. www.phezulusafaripark.co.za Email: info@phezulusafaripark.com]

A 35 chilometri da Durban, con una splendida vista sulla valle delle 1000 colline, il villaggio intrattiene gli ospiti con dimostrazioni sull’artigianato, i modi di vita e le credenze tradizionali, ma anche con un divertente spettacolo a lieto fine, a suon di tamburi e canti, su un giovane guerriero che tenta di conquistare il cuore di una ragazza. I ristoranti offrono menu vari e pasti etnici. Il programma comprende una visita al parco di Assagay, conosciuto per i coccodrilli e i serpenti. Quote a persona per pernottamento in cottage R200 (circa £ 60.000), R40 (£ 12.000) per una visita e uno spettacolo nel villaggio tradizionale o per una escursione alla scoperta della vita attuale degli Zulu. Nella valle delle 1000 colline vi sono anche l’Izintaba Cultural Zulu Village e l’Isithumba Village.

 

Musei

Zululand historical museum

[Fort Nongqay, Eshowe, 3815 ) +27 (0)35 474-1141. Orario: tutti i giorni fino alle 16]

Collocato nel Fort Nongqai, con le sue tre torri di mattoni e fango, espone materiale sulla storia locale, il regno zulu e le guerre anglo-boere.

KwaZulu Cultural-Historical Museum

[Ondini ) +27 (0)35 879-1854. Orario: 9-16]

Situato in una città distrutta nell’ambito della guerra anglo-zulu del 1879, conserva oggetti, video e libri sulla storia, la cultura e la vita quotidiana zulu.

Talana Museum

[Vryheid Road, 1,5 km fuori Dundee. ) +27 (0)34 12-2654. Orario: tutti i  giorni fino alle 16.30. Email: info@talana.co.za]

Vi si trova molto materiale sulla storia locale, le tradizioni zulu le guerre anglo-zulu e anglo-boere.

 

Il villaggio zulu

Il kraal - termine europeo per indicare l’umuzi, fattoria rurale di una famiglia zulu - è in genere a forma circolare, spesso circondato da una protezione di rami e tronchi. È composto da varie capanne ad alveare, tipo igloo, sorprendentemente resistenti, chiamate indlu, costruite con rami flessibili e fasci d’erba strettamente legati fra loro e ricoperti con stuoie e paglia. Il pavimento è realizzato con terreno frantumato, argilla e letame pressato. All’interno della capanna, la parte destra è riservata agli uomini e la sinistra alle donne, mentre uno spazio posteriore è dedicato al culto degli antenati. Nell’umuzi ogni indlu - della madre, del capo, della sua prima moglie, della seconda, delle successive, dei figli - ha una disposizione ben definita.

Artigianato zulu

Ogni negozio o mercatino della zona offre innanzi tutto una vasta scelta di lavori artigianali eseguiti con perline colorate, usati oggi dagli Zulu quasi esclusivamente nelle cerimonie tradizionali o realizzati come souvenir per turisti. Vanno dal piccolo quadrato umgexo alle cavigliere unisex (amadavathi) fino alla elaborata umbelenja, gonna corta o cintura indossata dalle giovani ancora non sposate. Un tempo queste decorazioni erano pure un mezzo di comunicazione per indicare età, luogo di origine, status civile o sociale e per inviare messaggi d’amore. Molto diffusi e apprezzati anche i manufatti in vimini intrecciato – cesti colorati o stuoie - i cui  motivi decorativi principali sono il triangolo e la losanga, simboli dell’uomo e della donna, oltre ad oggetti in legno intagliato e vasi in terracotta.

Sangoma

In genere una donna, è una figura un po’ mistica legata alla medicina tradizionale e alla superstizione popolare. Profondo conoscitore dell’animo umano e molto rispettato dalle comunità, legge il passato e il presente, comunica con gli spiriti, usa radici, erbe, cortecce, pelli di serpente, parti essiccate di animali. Mentre un tempo il periodo di formazione di un sangoma durava circa 25 anni, oggi, in genere, è di 5-7 anni, ma nelle città si riduce talvolta a pochi mesi. Spesso opera in collaborazione con un iNyanga, sorta di naturopata ed erborista interpellato quasi sempre dalle popolazioni nere del Sudafrica prima di rivolgersi alla medicina ufficiale.

Nelle terre del rinoceronte bianco

I parchi naturali

Il KwaZulu-Natal possiede alcuni dei più bei parchi naturali del Sudafrica, con una ricca varietà di habitat subtropicali nei quali è possibile osservare i “big five” – leone, leopardo, elefante, bufalo e rinoceronte – ma anche trovare tracce della cultura zulu e delle guerre anglo-boere.

Il parco di Hluhluwe-Umfolozi è noto per il programma di protezione del rinoceronte bianco e per la sua rigogliosa vegetazione, mentre il Greater St Lucia Wetland è una riserva naturale il cui lago principale è ricco di ippopotami, coccodrilli, pellicani, fenicotteri. Il parco nazionale Royal Natal offre uno splendido scenario di montagne e aree naturali incontaminate mentre nello Zululand settentrionale si trova l’Itala Game Reserve, una delle migliori aree di conservazione ambientale, dove vi sono 80 specie di mammiferi, compresi 4 “big five” (mancano i leoni) e più di 320 specie di uccelli.

Info

clima

Lo Zululand si trova nell’emisfero australe. Le stagioni sono quindi invertite rispetto alle nostre. Il clima è subtropicale, con estati calde e umide e inverni secchi e temperati.

documenti

Per un soggiorno fino a 90 giorni in Sudafrica è sufficiente il passaporto in corso di validità.

fuso orario

Un’ora in più rispetto all’Italia, stesso orario quando da noi vige l’ora legale.

valuta

Il rand sudafricano è pari a circa 300 lire (0,15 €).

lingua

Nello Zululand è parlato l’isiZulu, una delle 11 lingue ufficiali del Sudafrica. Nei villaggi e nei luoghi turistici tutti parlano anche l’inglese.

disposizioni sanitarie

Nessuna vaccinazione obbligatoria. In alcune aree del KwaZulu-Natal la malaria è endemica, mentre in qualche fiume e lago è presente la bilharzia. Nell’ultimo anno vi è stata anche una epidemia di colera che non ha però colpito turisti. Per informazioni aggiornate consultare il sito Internet www.viaggiaresicuri.mae.aci.it oppure telefonare dalle 8 alle 20 al numero 06491115.

il viaggio

L’aeroporto internazionale del KwaZulu-Natal è Durban. South African Airways, la compagnia di bandiera del Sud Africa, in questo periodo offre 4 voli giornalieri dall’Italia per Durban via Francoforte, Zurigo o Londra a partire da £ 1.580.000  (816 €) + tasse aeroportuali.

la guida

La guida EDT, edizione italiana della Loney Planet, Sudafrica Swaziland e Lesotho, in vendita a £ 57.000 (circa 30 €) è particolarmente utile per le informazioni pratiche che fornisce, ma è anche molto ricca di notizie sulla storia e la cultura della zona.

numeri utili

Consolato italiano a Durban  ) 0027313684388

Turismo sudafricano ) 02/43911150

Polizia pronto intervento ) 10111

Telefonare dall’Italia ) 0027 + prefisso città senza lo zero

Telefonare dal Sudafrica ) 0939 + prefisso città

 

@

Kingdom of the Zulu

[http://www.zulu.org.za]

Storia e attualità del regno degli Zulu, affiancate da molte informazioni utili per organizzare un viaggio nella zona.

KwaZulu-Natal

[http://www.rhino.org.za]

Curato da Ezemvelo KZN Wildlife, fornisce notizie su natura, parchi, attività sportive, ecoturismo nel KwaZulu-Natal.

Turismo sudafricano

[http://www.southafrica.net]

Il sito ufficiale dell’ente del turismo sudafricano consente un viaggio on-line – anche in italiano - alla scoperta di questo splendido paese.

Informazioni sanitarie

[http://www.travelclinic.co.za]

Vi si trovano informazioni aggiornate, in inglese, sulla situazione sanitaria e in particolare sulla diffusione della malaria e la profilassi consigliata nelle differenti stagioni.