L'uomo in maschera

Immaginate un teatro, uno qualsiasi, con tanto di boccascena, sipario e scenari. E immaginate quello stesso teatro diventare per un giorno una specie di scatola cinese, una sorta di matrioska. Al cui interno fa bella mostra di sé un altro teatro, più piccolo. Con un altro boccascena, un altro sipario, altri scenari. La finzione nella finzione, la radice quadrata dell’artificio. Completate il quadro con una sala gremita di spettatori e avrete un’idea di quanto mi sono trovata davanti agli occhi entrando, in una serata estiva di un paio di anni fa, nel teatro Euclide di Roma.

Il protagonista era proprio il fratello minore, il Teatro alla Scaletta. In programma, una singolare rappresentazione del Barbiere di Siviglia, con il titolo di Almaviva, ovvero l’inutile precauzione, interpretato da un cast di attori a dir poco inusuale. Teste di legno alte pochi palmi. L’opera in miniatura? L’idea mi aveva incuriosito. Perché, allora, identificavo ancora i burattini con gli spettacoli dell’infanzia. Il casotto del Gianicolo di Roma, per intenderci. Pulcinella, con la sua voce nasale, che dà e riceve bastonate a tutto spiano. A dire il vero, qualche dubbio ce l’avevo già, perché mica potevano essere tutti bambinoni, o meglio, per essere al passo linguistico con i tempi, affetti dalla sindrome di Peter Pan, i vari Dickens, Stendhal e gli altri scrittori e viaggiatori stranieri che, passando per Roma nei secoli scorsi, hanno lasciato testimonianze di entusiastico apprezzamento per il teatro di figura. E nemmeno potevo credere che il successo di questo genere di spettacolo fosse legato solo a quella “convenienza” ironicamente sottolineata da un assiduo frequentatore di teatrini quale Giuseppe Gioacchino Belli: «Li bburattini nnun magneno pane, / e nnun beveno vino a ttradimento; / li bburattini nnun vanno a puttane, / e nnun danno a ggnisuno forzamento».

La luce si spegne, lo spettacolo inizia. Un «Figaro qui, Figaro là» risuona nella sala, una Rosina tremolante è alle prese con le sue pene d’amore. Un’opera in piena regola insomma, minore solo per dimensioni rispetto a quella “vera”. Dopo un po’, uno degli sparuti bambini presenti, seduto una fila avanti a me, inizia a palesare segni di insofferenza. Chissà come sarà arrabbiato con i suoi genitori, che lo hanno portato ad assistere a quella noiosissima rappresentazione. Questi burattini, roba da grandi, starà sicuramente pensando. Se vai a vedere nel passato, ti accorgi che il suo pensiero è in perfetta sintonia con la storia. Perché proprio agli adulti erano un tempo rivolti gli spettacoli di marionette e burattini. I ricchi si costruivano i teatrini nelle loro sontuose ville, gli altri si accalcavano per conquistare un posto nelle sale e nelle piazze.

Al termine della rappresentazione, scopro che la signora che ha realizzato, interamente da sola, teatro e spettacolo è al suo debutto. A circa ottant’anni. Accetto con piacere l’invito nella sua casa a pochi chilometri da Roma. La trovo alacremente a lavorare per mettere in scena L’elisir d’amore. Le pareti sono coperte da disegni, bozzetti e prove, le poltrone invase da scatole di lustrini, perline e stoffe, gli scaffali colmi di pennelli e colori, seghe e fili elettrici. E, soprattutto, un’intera camera è dedicata a Lui, il gioiellino «3 metri per 2 e mezzo» che riproduce il mondo in pochi palmi. Ha realizzato tutto con le proprie mani, dai disegni al taglio dei legni, dalle eleganti decorazioni settecentesche all’impianto elettrico, dai burattini con tanto di vestiti intercambiabili alle scene, costruite con abilità, inesauribile fantasia e una giusta dose di ironia. Mi viene in mente il Bernini, che, si racconta, rappresentasse opere di cui aveva costruito scene e macchine, scolpito statue, scritto testi, musica... il tutto, ovviamente, dopo aver realizzato la struttura stessa del teatro.

Il mio viaggio alla scoperta del teatro di figura è iniziato. La tappa successiva sarà una collezione di burattini. Entro nella sala, delusione immediata. Che cerco di nascondere elogiando il rigore stilistico, la pregiata fattura artigianale dei pezzi, la simpatica maliziosità delle loro espressioni. Mi accorgo di essere poco credibile. Non posso farci nulla. A vederli così, fuori dal palcoscenico, uno a fianco all’altro, questi attori in miniatura non mi evocano suggestioni particolari. Non si addice a un burattino star lì, in bella mostra, silenzioso e impalato. Sto già per accingermi a uscire quando, all’improvviso, mi sorprende alle spalle una «testa di legno» che ha acquistato il movimento e la parola. Mi ritrovo a dialogare con il diavolo e la morte, poi con un feroce guerriero e un uomo politico risorgimentale, finché non mi si presenta davanti un’ammaliante e sensuale signorina inizio secolo. Avevo sottovalutato la passione dei burattinai per il proprio mestiere. Chi ce l’ha nel sangue, non lascia ai suoi pupilli il tempo per coprirsi di polvere.

Sono ormai immersa nella magia del teatro di animazione. Per proseguire il viaggio, non ho che l’imbarazzo della scelta. Perché si tratta di un mondo vivo e in fermento, un laboratorio dei sogni che da alcuni anni, dopo la pesante crisi seguita all’avvento della televisione, sta vivendo una rinascita, grazie al lavoro di una miriade di animatori vecchi e nuovi, giovani e anziani. Una realtà composta da teatri, musei, spettacoli al chiuso e all’aperto, rassegne e festival, compagnie impegnate in un’avventura che è contemporaneamente riscoperta di una tradizione, costante ricerca, continua sperimentazione di materiali e tecniche. Con una ricchezza sorprendente, che permette al teatro di figura di essere un ottimo strumento pedagogico in grado di affrontare in forma semplice e simbolica temi quali la vita e la morte, il bene e il male, l’ingiustizia e la solidarietà. Ma anche di essere spettacolo colto e popolare, fantasia e realtà, raffinatezza espressiva e satira beffarda, tecnica pittorica e musica, abilità artigiana e creatività artistica.

I musei

  Si sono presi una bella rivincita, non c’è che dire, quei Pulcinelli, Pinocchi e Arlecchini in legno, terracotta o cartapesta che, dopo essere stati per anni  ammucchiati in cantine o soffitte, ritornano oggi sulla scena come protagonisti di vari musei, con l'impegnativo compito di testimoniare il lungo cammino di un’antica arte.

Il nostro itinerario inizia a Torino, nel Museo della Marionetta Piemontese allestito dalla famiglia Lupi, un’antica compagnia del teatro di figura la cui storia risale al Settecento. La raccolta è composta da più di 5000 pezzi: pupi siciliani con tanto di armatura cesellata e sbalzata, variopinte marionette, costumi, oggetti di scena quali mezzi di trasporto, strumenti musicali o riproduzioni di monumenti, preziosi fondali e attrezzature d’epoca. Il teatro Gianduja organizza inoltre spettacoli tradizionali come l’Aida, con «cast lignei» che arrivano ad essere composti da 300 marionette!

Sempre in Piemonte, in un’incantevole isola sul Lago Maggiore, circondato da uno scenografico parco botanico, sorge il palazzo fatto costruire nel Cinquecento dai Borromeo. Le sale, arredate da tele, sculture e preziosi mobili antichi, ospitano il Teatro delle marionette di Casa Borromeo, che operò dalla fine del Settecento alla metà del secolo successivo. Oltre a «miniattori» e macchine di scena è possibile ammirare i fondali disegnati da Alessandro Sanquirico, scenografo del Teatro alla Scala di Milano.

In Liguria, la radicata tradizione del teatro di figura è tenuta viva dal Museo Civico delle Marionette di Campomorone in cui sono raccolti copioni, marionette, raffinati costumi e altri materiali appartenenti alla collezione Cenderelli.

Si ritrovano invece senza casa, in Lombardia, i pezzi del Museo del Burattino di Mantova, conservati presso il Centro Teatrale Corniani, chiuso al pubblico a tempo indeterminato. Analogo problema, la mancanza di spazi idonei, accomuna quattro collezioni dell’Emilia Romagna. In alcuni casi però la soluzione sembra finalmente vicina. A Parma dopo ben 65 anni di attesa hanno finalmente trovato una collocazione definitiva i circa 2.500 oggetti della Collezione di Marionette Ferrari, una storica compagnia del teatro di animazione che verrà aperta al pubblico entro pochi mesi.

E' terminata anche la ristrutturazione di una ex scuola a Villa Inferno dove, nella incantevole cornice delle saline etrusche, verrà aperto al pubblico il Museo dei Burattini e delle Figure, allestito dalla Cooperativa Arrivano dal Mare! di Cervia. Vi sono conservati burattini, marionette, fondali, un raro teatrino di ombre giavanesi della fine dell’Ottocento ma anche materiale relativo all’attualità e alle tendenze del teatro di figura.

Ancora qualche mese di attesa pure per la Collezione Museale Zanella-Pasqualini, in provincia di Bologna. Nella nuova sede, la Casina del ‘400 di  Budrio, saranno trasferiti i 1.250 pezzi collezionati in 15 anni dai coniugi Vittorio Zanella e Rita Pasqualini. La raccolta comprende burattini e marionette dal Seicento ad oggi, ombre, pupi, copioni, materiali scenici, teatrini “blasonati” come quelli di casa Savoia o dei marchesi Manfredini di Ferrara, libri, documenti, video e foto. Nel corso dell’inaugurazione, domenica 12 novembre, alle ore 16.30 verrà presentato per la prima volta in Italia lo spettacolo La grande favola delle marionette, una coproduzione del Teatrino dell’Es e del Teatro Antonin Artaud (Svizzera), che racconta la storia e la leggenda del teatro di figura riportando in scena antiche marionette e burattini.

Sempre per problemi di spazio per il momento a Ravenna esiste solo come Museo virtuale la collezione dei Monticelli, una delle più antiche famiglie d'arte operanti nel settore. Questa importante pagina di storia del teatro, legata alle matrici culturali delle popolazioni della zona, raccoglie marionette, burattini, copioni manoscritti e scenari d’epoca. Attualmente ospitata dal teatro del Drago, può essere parzialmente visitata previa prenotazione oppure, per la gioia dei più pigri, davanti al proprio computer nel sito: http://www.teatrodeldrago.it/museo-virtuale.htm.

A Padova invece, nelle prestigiose sale di un palazzo quattrocentesco, di recente è stata aperta al pubblico un’originalissima collezione. Si tratta del Museo della Lanterna Magica e del Precinema, dedicato a questo “stregato” e affascinante antenato del grande schermo, che permetteva di ingrandire e proiettare immagini dipinte su vetrini, vere e proprie miniature sui temi più diversi: racconti storici o religiosi, fantastici ma anche scientifici, dal momento che la lanterna magica veniva usata pure a scopi didattici, per “istruire divertendo”, in lezioni e conferenze di fisica, astronomia, chimica. La sua invenzione risale al Seicento, ma nei secoli successivi, con la realizzazione di meccanismi sempre più sofisticati, vennero prodotti sorprendenti “effetti speciali”, animazione delle figure, dissolvenze dal giorno alla notte, fontane zampillanti, eruzioni vulcaniche, temporali con tanto di lampi. Tra gli oggetti esposti, raccolti da Laura Minici Zotti, fondatrice dell'Associazione Compagnia Mondo Niovo, che si propone di diffondere la conoscenza delle origini dell'immagine proiettata, ci sono strumenti e giochi ottici, un intero teatro di ombre giavanesi, migliaia di vetrini, numerose lanterne magiche, strumenti musicali che accompagnavano le rappresentazioni e rare immagini a contenuto erotico. Il museo è dotato di una piccola sala di proiezione dove è possibile riscoprire il fascino e l’emozione di questo antico spettacolo.

In Toscana, vi proponiamo un’immersione nella “casa” della marionetta più famosa del mondo, che fa sognare i bambini ormai da molte generazioni. Siamo in provincia di Pistoia, a Collodi, il paese che diede lo pseudonimo allo scrittore Carlo Lorenzini e in cui l'antico borgo, con le vecchie case abbarbicate lungo il pendio di un colle, ha mantenuto intatto il fascino di un tempo. Il Parco Monumentale di Pinocchio, realizzato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi, è un itinerario fantastico, collocato in una suggestiva cornice naturale, che ripercorre le avventure della marionetta attraverso giochi, ricostruzioni, mosaici e sculture di grandi artisti. Numerose le iniziative all’interno del parco. Fino al 10 settembre ogni giorno si svolgeranno cinque spettacoli di burattini mentre, dal mercoledì alla domenica, saranno in funzione laboratori per la creazione di “teste di legno”. E poi due mostre. Dal 18 luglio al 27 agosto Pinocchio ridens, ovvero i “ritratti” dei maggiori vignettisti e fumettisti italiani, come Vauro, Staino e molti altri. Fino al 3 settembre Pinocchiosamente, esposizione dei più diversi oggetti che documentano l’onnipresenza della marionetta, negli ultimi 100 anni, tra le forme della vita quotidiana in Italia e nel mondo.

A Roma purtroppo manca un’organica collezione dedicata al teatro di figura. Alcune marionette e pupi sono esposti nella sezione dedicata al teatro popolare e agli spettacoli di piazza del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, mentre pochi altri pezzi (pupi siciliani e marionette cinesi del XVIII secolo) si trovano nella Raccolta teatrale del Burcardo, istituita dalla SIAE, la cui ricca biblioteca - circa 40.000 volumi e 13.000 lettere – conserva numerosi testi relativi al teatro di figura.

Approdiamo infine nella patria dei pupi, la Sicilia. A Palermo ci attende il Museo Internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino”, un'interessante raccolta, aperta nel 1975, composta da circa 3.000 oggetti: pupi palermitani, catanesi e trapanesi, attrezzature sceniche, burattini e marionette di vari paesi. Di particolare pregio sono le marionette d’autore e i pezzi provenienti dalla Birmania, dal Vietnam (si muovono sull’acqua), e quelli giavanesi, animati dal basso con un bastone. L’associazione dispone inoltre di una biblioteca e una videoteca sull’argomento, organizza corsi e l’ormai conosciutissimo Festival di Morgana, che negli anni ha ricevuto l’apporto di affermati artisti quali Guttuso e Kantor.

A Caltagirone, in provincia di Catania, nella Mostra permanente dei Pupi Siciliani sono invece esposti circa 80 pupi e cartelloni degli inizi del Novecento, 70 chiavi di carretto di tutte le province siciliane e i testi storici dai quali Don Giovanni Russo traeva spunto per le sue rappresentazioni. Ancora oggi la compagnia realizza spettacoli di pupi.

Gli indirizzi

Piemonte

Museo della Marionetta Piemontese

[c/o Teatro Gianduja, V. S. Teresa 5 - Torino ) 011/530238 – Orario: 9.00-13.00 da mar. a ven., 14.00-18.00 sab. previa prenotazione telefonica. Ingresso: L. 5.000]

 

Il Teatro delle Marionette di Casa Borromeo

[Isola Madre (VB) ) 0323/31261. Orario: 9-12.30/13.30-17.30 dal 27/3 al 24/10. Inverno chiuso. Ingresso L. 15.000, ragazzi fino a 15 anni L. 6.000]

Liguria

Museo Civico delle Marionette

[Palazzo Balbi, V. Gavino 144r  - Campomorone (GE) ) 010/7224314 - Orario: 9-12 dal lun. al ven., mart. e giov. anche 14.30-17.30. Gratuito]

Lombardia

Museo del Burattino

[Centro Teatrale Corniani, Mantova ) 0376/381547 – Attualmente chiuso]

Veneto

Museo della Lanterna Magica e del Precinema

[Palazzo Angeli, Prato della Valle 1 – Padova ) 049/8763838. Orario estivo (fino al 15/09): 16.00-22.00 tranne mar. Ingresso: L. 5.000. Internet: http://www.intercity.it/associazioni/minicizotti/]

 

Emilia Romagna

 

Museo dei Burattini e delle Figure

[Info ) 0544/971958. In fase di allestimento]

 
Collezione di Marionette Ferrari

[Chiostro S. Paolo - Parma ) 0521/846763. In fase di allestimento]

 
Collezione Museale Zanella-Pasqualini

[Teatrino dell'es (Teatrino dell'inconscio, dei sogni, della fantasia e dei desideri), V. Pederzana 5 - Villanova di Castenaso (BO) 051/605378. Internet: http://www.teatrinodelles.com]

 
 
Collezione Monticelli

[c/o Teatro del Drago – V. di S. Alberto 297 – Ravenna ) 0544/483461 – Visite previa prenotazione. Gratuito]

 

Toscana

 

Parco Monumentale di Pinocchio

[V. S. Gennaro 3 - Collodi (PT) ) 0572/429342 - Orario: dalle 8.30 al tramonto. Ingresso: da 3 a 14 anni L. 7.000, adulti L. 12.000 comprensive della partecipazione agli spettacoli e ai laboratori. Internet: http://www.pinocchio.it/]

 

Lazio

 

Biblioteca e Raccolta Teatrale del Burcardo

[V. del Sudario 44 – Roma ) 06/6819471 - Orario: lunedì mercoledì e venerdì 9.00-13.30, martedì e giovedì 9.00-16.00. Gratuito. Internet: http://www.burcardo.siae.it/]

 

Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari

[P.zza G. Marconi 8 – Roma ) 06/5926148 – Orario: feriali 9.00-14.00, festivi 9.00-13.00. Ingresso: L. 4.000. Internet: http://www.popolari.arti.beniculturali.it/]

 

Sicilia

 

Museo Internazionale delle Marionette “A. Pasqualino”

[Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari, V. Butera 1 - Palermo ) 091/328060 - Orario: 9.00-13.00/16.00-19.00 da lun. a ven., sab. 9.00-13.00. Ingresso: L. 5.000]

Mostra Permanente dei Pupi Siciliani

[Ex Teatro Stabile dell’Opera dei Pupi, Via Verdumai 4 – Caltagirone (CT) )0933/54085 - Orario: 9.30-12.30/15.30-18.30. Ingresso: L. 2.000]


Dove e quando si apre il siparietto

Negli ultimi anni numerosi nuovi festival e rassegne hanno affiancato gli appuntamenti storici del settore, invadendo con un caleidoscopio di suoni e colori le strade e le piazze di piccoli e grandi centri in tutta Italia. Spettacoli per bambini e adulti, mostre, convegni, dibattiti e laboratori in cui vengono proposte le differenti tecniche del teatro di animazione, dai burattini alle marionette, dai pupi ai pupazzi.

Fra queste iniziative, molto diverse tra loro, non mancano qualificati appuntamenti della ricerca teatrale. Come Arrivano dal mare!, festival internazionale giunto alla 25ª edizione, in cui verranno sviluppati i temi del rapporto fra teatro, apprendimento scientifico e musica. Si svolgerà a Cervia, in provincia di Ravenna, dal 22 al 30 luglio, quando un centinaio di spettacoli, convegni, mostre storiche e fotografiche trasformeranno l’intera città in un grande palcoscenico. Da segnalare la rappresentazione de «Il gallo d’oro» - coproduzione della compagnia di Cervia e del Ravenna Festival, tratta dalla fiaba di Aleksandr Puškin, musica di Nikolaij Rimskij-Korsakov - che si propone di far conoscere a un pubblico più vasto la tradizione operistica e di musica colta, e la presenza della Compagnia Carlo Colla e Figli con «Ballo Excelsior», un classico della tradizione italiana delle marionette a filo. Originali pacchetti turistici organizzati per l’occasione (info ) 800-010341), permetteranno di trascorrere una piacevole vacanza sulla riviera romagnola (Arrivano dal mare! ) 0544/971958).

Un’occasione per abbinare mare e burattini viene offerta anche da Pupi & Pini, meeting internazionale sulle coste di Lignano Sabbiadoro (Ud). La splendida cornice del parco Hemingway ospiterà infatti, dal 3 luglio al 26 agosto, spettacoli rivolti a un pubblico misto di bambini e adulti. Momento centrale della manifestazione sarà il Festival Euromeeting (22-25 luglio, dalle 18.30 alle 23.00), che vedrà la partecipazione delle migliori compagnie europee nel campo dell’animazione. Originale lo spettacolo Heina e Ghul proposto dall’artista marocchino Abderrahim El Hadiri, con burattini fatti di verdura, che si concluderà con l’offerta al pubblico di vero cous-cous (Teatro del drago ) 0544/483461).

Sempre sotto gli ombrelloni, dal 21 al 25 agosto, sulla spiaggia di Grado si terrà la prima fase della 9ª edizione dell’Alpe Adria Puppet Festival. La manifestazione si trasferirà poi, dal 29 agosto al 3 settembre, nei teatri e negli spazi più suggestivi di Gorizia, per il percorso Teatro di frontiera senza frontiere, ponte fra culture e lingue mitteleuropee, con la partecipazione di prestigiose compagnie internazionali. In conclusione, il 3 settembre, la spettacolare iniziativa Figure in viaggio, che porterà compagnie e spettatori - a bordo di un antico treno a vapore animato da pièce e rappresentazioni - da Gorizia a Nova Gorica, in Slovenia, dove si svolgerà un grande spettacolo di piazza. (C.T.A., V. dei Cappuccini 19/1 - Gorizia ) 0481/537280)

Altra manifestazione consolidata si svolge nelle Marche, a Porto Sant’Elpidio, centro costiero in provincia di Ascoli Piceno dove ogni estate, ormai da undici anni, numerose compagnie dei cinque continenti si danno appuntamento per I Teatri del Mondo, festival internazionale che ripropone le varie forme del teatro per ragazzi. Tra le decine di rappresentazioni dell’edizione del 2000, in programma dal 21 al 30 luglio (info ) 0734/902275) da non perdere l’evento inaugurale, venerdì 21 alle ore 22.15, con la Jangsu Acrobatic Company proveniente dalla Cina popolare.

Molto qualificato è anche il Festival Internazionale delle Figure Animate di Perugia, una delle più importanti manifestazioni europee del settore, giunto alla 13ª edizione (26 agosto-1 settembre). Grande incontro popolare con la presenza di circa 60 compagnie, proporrà spettacoli rivolti a tutte le fasce d'età, puntando l’attenzione su temi quali la pace, la solidarietà internazionale e la tutela dell'infanzia. La sezione di maggiore rilievo, con le migliori produzioni italiane e straniere, prevede ogni sera due spettacoli (ore 21.00 e 22.00) nel parco Sant’Anna (Tieffeu ) 075/5725845).

Alla 11ª edizione è giunta Burattini nel Verde, una delle iniziative più frequentate del sud Italia. Si terrà nel parco delle Antiche Terme a Castellammare di Stabia (NA)  (9-16 luglio 2000, Compagnia degli Sbuffi ) 081/8728115), dove le antiche storie di mare, boschi e città, si alterneranno con le leggende delle nuove metropoli, in un susseguirsi di spettacoli, mostre, convegni, seminari, laboratori.

Spostandoci in Puglia, ci attende Dalla baracca alla scena, rassegna di spettacoli di teatro d'animazione con le principali compagnie italiane. Si svolgeranno fino al 28 luglio alle ore 20.00 nello stadio della Vittoria a Bari, nell’ambito del progetto Baracche volanti, programma di formazione per giovani burattinai (Granteatrino Casa di Pulcinella ) 080/5344660).

Numerose le iniziative che si svolgeranno in Sardegna, dove Burattini in città animerà i fine settimana estivi di Cagliari, mentre decine di spettacoli ravviveranno i centri più piccoli dell’isola (Is Mascareddas ) 070/883514).

Fra le manifestazioni itineranti ricordiamo Figure sconfinate, che unisce in un unico cartellone le rassegne estive di teatro di figura di alcune città a cavallo fra Lombardia, Piemonte e Svizzera. Ogni anno, grazie alla collaborazione fra l’Aldabra Teatro di Verbania, il Teatro dei Burattini di Varese e una compagnia del Canton Ticino, vengono realizzate circa 80 recite in oltre 50 località (Aldabra Teatro, V. Alpi Giulie 33 - Verbania ) 0323/581343).

Fino agli inizi di settembre, in Lombardia, i festival Animando Mantova e Figure in provincia, con la partecipazione di 25 comuni, proporranno spettacoli per bambini e adulti, incontri e mostre (Centro Teatrale Corniani ) 0376/381547).

Questi sono solo alcuni tra gli appuntamenti dell’estate 2000. Per conoscere le altre iniziative consigliamo la consultazione del libro Girofestival. Mappa dei festival e delle rassegne di teatro di figura in Italia L. 20.000). Stampato nel dicembre 1998 dalla Compagnia degli Sbuffi elenca, regione per regione, circa 110 manifestazioni.

Piccole grandi case di burattini

  Sono circa 300 le compagnie che operano in Italia nel campo del teatro di figura, eredi e testimoni di una professione antica e ricca di fascino. Ai membri di famiglie che proseguono l’avventura artistica ormai da generazioni, negli ultimi anni si sono affiancati numerosi giovani, attratti da questo mestiere inusuale, magico e dai mille volti, capace in un attimo di trasformare chi lo ha scelto da autore ad attore, da scenografo a costumista, da tecnico a musicista. Con le loro strutture spesso semplici da trasportare, che racchiudono in una valigia un mondo in miniatura, propongono, nel chiuso delle sale come nelle strade e nelle piazze, l’immediatezza e la forza comunicativa del teatro popolare, in grado di coinvolgere e divertire spettatori di ogni età. Pubblichiamo una mappa di alcune fra le compagnie più attive, centri di rilevanza nazionale che realizzano vere e proprie stagioni teatrali, organizzano festival e rassegne, corsi e laboratori.

Piemonte

Compagnia Marionette Grilli/Alfa teatro

[V. Casalborgone 16 – Torino ) 011/8193529 Internet: http://www.alfateatro.it]

La compagnia, il cui cavallo di battaglia è lo spettacolo Il varietà delle marionette, è nata nel 1978, ma la passione della famiglia Grilli per i burattini ha una storia lunga più di 120 anni. Nell’Alfa teatro, che ospita il museo La casa delle marionette, si svolgono stagioni dedicate al teatro di figura, seminari e convegni. La compagnia organizza inoltre rassegne, in collaborazione con enti pubblici, come Burattini al Borgo, da luglio a settembre, nella caratteristica cornice del borgo medievale di Torino.

La terra galleggiante/Teatro Alegre

[V. Buniva 54 – Pinerolo (TO) ) 0121/77893]

L’attività della compagnia, fondatrice del centro Fabbrica Teatro Figura, è volta alla ricerca di una forma teatrale che, raggiungendo un’armonia tra la marionetta e l’anima del manipolatore, sia in grado di suscitare intense emozioni.

Liguria

La Compagnia del Drago Rosso

[V. V. Ricci 1 – Genova ) 010/541759]

Creata nel 1989 dal burattinaio Carlo Timossi e dalla pianista Cristina Mora, propone un viaggio nel mondo del teatro dialettale genovese e dei personaggi della commedia dell'arte, riproponendo maschere come Pulcinella e Baciccia. Organizza inoltre laboratori dedicati al teatro di figura e partecipa a numerosi festival in Italia e all’estero.

Lombardia

Teatro dei burattini di Varese

[V. Orrigoni 6 - Cazzago Brabbia (VA) ) 0332/947610 - http://www.burattini.va.it]

Fondato da Enrico Colombo, negli oltre 20 anni di attività ha prodotto circa 30 spettacoli, sviluppando una ricerca espressiva che, partendo dalla tradizione, è giunta alla creazione di un'originale identità artistica in grado di coniugare il teatro e la pittura.

Emilia Romagna

Cooperativa «Arrivano dal mare!»

[V. Cavour 12 - Cervia (RA) ) 0544/971958. Internet: http://www.fcv.it/adm/]

Struttura molto attiva di promozione e diffusione del teatro di figura, oltre a realizzare spettacoli gestisce una collezione museale, organizza rassegne e festival, coordina un’associazione delle compagnie italiane del settore e partecipa e progetti terapeutico-riabilitativi nei confronti dei bambini ricoverati negli ospedali.

Teatro del Drago

[V. S. Alberto 297 – Ravenna ) 0544/483461 Internet: http://www.teatrodeldrago.it]

È una compagnia teatrale di marionette che si basa sull’attività professionale di un’antica formazione del nord Italia, quella della famiglia Monticelli, iniziata nel 1820 e giunta oggi, con i fratelli Mauro e Andrea, alla quinta generazione. Il loro lavoro, coniugando la tradizione con la ricerca, crea una linea artistica inconsueta e originale.

Toscana

Pupi di Stac/Il Teatro dei Burattini di Firenze

[V. A. Boito 15 - Firenze ) 055/3245099 - http://www.firenze.net/pupistac/]

In attività da oltre 50 anni, è il più antico teatro di burattini della Toscana. Diretto da Enrico Spinelli, possiede un ricco repertorio di commedie tratte da storie e leggende del folklore Italiano. Ogni anno presenta una propria stagione teatrale e partecipa a tournée e festival.

Associazione Teatrale Tiriteri/Teatro dell’invenzione

[V. di Rostolena 12 - Vicchio (Fi) ) 055/8497146 Internet: http://www.mugello.net/tiriteri/]

Realizzano spettacoli di marionette e burattini interamente fatti a mano, nel rispetto dell’artigianato tradizionale e in costante dialogo con la sensibilità dell'arte contemporanea. Dal 1997 animano La Casa delle Marionette, centro dedicato ai rapporti fra teatro, educazione e arti figurative. Nei mesi di luglio e agosto organizzano, tra gli altri, i festival Burattini sotto le stelle nelle piazzette del centro storico di Scanno (AQ) e Nuvole, giunto alla X edizione, che si svolgerà dal 3 al 6 agosto nella villa comunale di Roseto degli Abruzzi (TE).

Terzostudio

[V. della Gioventù 3 – Ponte a Egola (PI) ) 0571/485078. Internet: http://www.terzostudio.it]

Si occupa della «periferia» del teatro, promuovendo iniziative volte alla ricerca di una comunicazione immediata con un pubblico quanto più vasto possibile. Organizza spettacoli di animazione e un originale festival internazionale dedicato al teatro di strada, Mercantia, nella suggestiva cornice del borgo medievale di Certaldo (13ª edizione, 18-23 luglio 2000).

Umbria

Tieffeu (Teatro Figura Umbro)

[V. del Castellano 2a - Perugia ) 075/5725845. Internet: http://www.edisons.it/homepages/puppets/pagine/tieffeu.htm]

Diretto da Mario Mirabassi, fondatore di Info International Puppets, agenda internazionale sul teatro di figura, è un centro noto e apprezzato anche all’estero. Oltre a realizzare spettacoli e festival, coordina un’attività rivolta alle nuove compagnie italiane ed è impegnata nella realizzazione di un teatro stabile per marionette e burattini e di una scuola di formazione di operatori a livello nazionale.

  Lazio

Centro Accettella/Teatro Mongiovino

[Direzione: Piazza Gondar 22 - Roma ) 06/8601733

Teatro: Via G. Genocchi 15 - Roma ) 06/5139405 Internet: http://www.accettellateatro.it]

Gli Accettella, la cui attività iniziata nell'immediato dopoguerra è giunta alla terza generazione, propongono un costante rinnovamento dei repertori, dei materiali, delle tecniche. Il percorso artistico della compagnia appare evidente osservando, nella collezione museale della famiglia, l’evoluzione degli «attori», dalle prime semplici marionette tradizionali ai personaggi realizzati dallo scultore Ferdinando Codognotto fino alle simboliche macchine animate in legno.

La Nuova Opera dei Burattini/Teatro Verde

[Circ.ne Gianicolense 10 - Roma ) 06/5882034]

Nata nel 1973, la compagnia si è avvalsa dell'esperienza e del contributo di Maria Signorelli, artista di fama mondiale scomparsa nel 1992. Ogni anno nel Teatro Verde presenta una ricca stagione di spettacoli di burattini.

Associazione BurattinOpera - Il teatro alla SCALettA

[) 06/9074503]

Il progetto, nato circa tre anni fa e basato sul singolare connubio fra burattini e opera lirica, si propone di avvicinare il vasto pubblico a un genere di spettacolo “d’élite”, valorizzando nel contempo la tradizione artigianale e artistica del teatro di figura. Idea e realizzazione di teatro e spettacoli sono di Renata Penta, una poliedrica e infaticabile signora ultraottantenne.

Campania

Compagnia degli Sbuffi

[V.  Pomponio 10 - Castellammare di Stabia (NA) ) 081/8728115. Internet: http://www.compagniadeglisbuffi.it]

In una zona in cui il teatro di figura ha radici molto antiche, la compagnia organizza spettacoli, laboratori, convegni, mostre e festival dedicati al teatro di animazione e di strada, rinnovando la tradizione delle guarattelle, delle maschere e dei pupi napoletani.

Puglia

Granteatrino Casa di Pulcinella

[Stadio della Vittoria 4a – Bari ) 080/5344660 - http://www.aziendeonline.it/casadipulcinella]

Nato nel 1983 per promuovere il recupero e il rilancio del teatro popolare di burattini, pupi e marionette, ha creato uno stile originale che alterna l'animazione tradizionale in baracca alla presenza dell'attore accanto all'oggetto animato. Numerose le attività, anche estive: laboratori per bambini, corsi di formazione gratuiti per giovani burattinai, spettacoli di animazione negli ospedali pediatrici.

Sicilia

Associazione Figli d'arte Cuticchio

[V. Bara all’Olivella 95 – Palermo ) 091/323400]

Mimmo Cuticchio e i suoi collaboratori proseguono la tradizione dell’opera dei pupi siciliani, realizzando spettacoli tratti dalla storia dei Paladini di Francia e organizzando il festival La Macchina dei sogni (1-6 agosto), interessante intreccio di esperienze artigianali e teatrali.

 Sardegna

Is Mascareddas

[V. Don Minzoni 7 - Quartucciu (CA) ) 070/883644 http://web.tiscalinet.it/ismascareddas/]

Compagnia di burattini e marionette nata nel 1980, contribuisce alla diffusione del teatro di animazione in un’isola priva di questa tradizione. Organizza spettacoli per bambini e adulti e numerosi festival e rassegne in tutta la Sardegna. Ha sede in una caratteristica casa campidanese, colma di animali bizzarri e colorati personaggi e sede di una biblioteca e centro di documentazione sul teatro di figura.

 

Curiosità romane

L’ultimo «casotto» del Gianicolo

Da oltre quarant’anni, sul piazzale del Gianicolo a Roma, ogni giorno volano bastonate a tutto spiano. E i  presenti se la ridono di gusto. Grazie a Carlo Piantadosi, burattinaio napoletano che ripropone, con Le disgrazie di Pulcinella, la tradizione classica delle «guarattelle». Quello di Piantadosi è l’ultimo «casotto» presente nella città () 06/5827767, spettacoli a domicilio a partire da 300 mila lire). Eppure la tradizione del teatro popolare di strada, degli spettacoli itineranti era un tempo molto radicata a Roma. Il burattinaio romano più celebre fu l’abilissimo Ghetanaccio, «core, lingua e cortellaccio», che agli inizi dell’Ottocento si spostava per la città portandosi sulle spalle baracca e burattini e fermandosi soprattutto a piazza Navona. Vendicatore di torti, ribelle nei confronti dei potenti, finì spesso in prigione per le sue satire. Eppure, nonostante quel modo di fare nulla affatto incline al galateo, lavorava anche nelle case dei ricchi. Si racconta che un giorno l’ambasciatore di Francia lo chiamò a Palazzo Farnese. Presero accordi chiari: nel corso della serata era consentita una sola «pernacchia». Ghetanaccio non si lasciò sfuggire l'occasione, esercitando il singolare diritto proprio quando fu annunciato «Sua Eccellenza l'Ambasciatore». «Ce stava accusì bene!», rispose candidamente il burattinaio alle proteste della furibonda «eccellenza».

Le maschere 

Arlecchino

Maschera veneta della commedia dell'arte, originaria di Bergamo, rappresenta il servo dalle sottili e imprevedibili trovate che introduce, nella vita urbana, la semplicità, la rozzezza e la furbizia delle campagne. Il suo costume è composto da pantaloni e giubba sui quali sono cucite toppe colorate disposte a losanga.

Baciccia

Maschera del teatro genovese di burattini, è il popolano buono, allegro e chiassoso che ama il vino, castiga i cattivi con il suo bastone e si trasforma, a seconda delle situazioni, in cuoco, artigiano e persino ecclesiastico. Sua moglie, la brontolona Texinin, lo picchia ad ogni rientro a casa. Vestito con una giacchetta marrone, porta in vita una fascia marinara a righe e un berretto blu da pescatore con il pon-pon rosso.

Brighella

Di origini bergamasche, è il servo furbo e intrigante con l'espressione cinica, il naso adunco, i baffetti ricurvi. Parla un miscuglio di bergamasco e veneziano ed è vestito con casacca e pantaloni bianchi a strisce verdi.

Cassandrino

Originariamente maschera senese, apparve agli inizi dell'Ottocento nei teatri di burattini romani. Arguto e vispo, rappresentava la macchietta del prelato donnaiolo anche se ufficialmente era un laico.

Dottor Balanzone

Per dimostrare la propria sapienza, questa maschera bolognese della commedia dell'arte parla un latino maccheronico pieno di superlativi. Il suo abito è nero con una zimarra nera e un collare bianco.

Fagiolino

Riconoscibile per la cuffia bianca da monello bolognese, è un personaggio importante del teatro dei burattini, povero di portafoglio e ricco di appetito, generoso coi deboli e severo coi cattivi.

Gianduja

Maschera piemontese nata nel periodo napoleonico, indossa una giubba marrone orlata di rosso, panciotto a righe, calzoni verdi al ginocchio, calze rosse, e ha un tricorno sulla parrucca dal codino volto all'insù. Durante il Risorgimento divenne un simbolo della fermezza del popolo piemontese.

Pantalone

Antica maschera veneziana della commedia dell'arte, è un anziano irascibile, avaro e pedante. Ha un lungo naso adunco, barbetta appuntita, mezza maschera sul volto. Indossa pantaloni al ginocchio, farsetto rosso, una borsa alla cinta e la zimarra nera.

Pulcinella

La più conosciuta maschera napoletana, per alcuni secoli ha dominato anche le scene romane. Protagonista incontrastato dei teatrini popolari, amatissimo oltre che come burattino pure come personaggio in carne e ossa, ha impersonato ruoli di ogni tipo, dal padrone al servo, dal finto dottore al poeta, dal mago al brigante.

Sandrone

Maschera modenese, rappresenta il contadino rozzo ma furbo, dalla testa grossa e piena di bitorzoli. Parla un italiano storpiato misto a dialetto.


La storia del teatro di figura

L’origine del teatro di figura è molto antica e la sua storia coincide, nei momenti di gloria come nei tipi di spettacolo, con l'evoluzione del teatro d'attore. Con le marionette vennero infatti rappresentati testi sacri e classici, commedia dell'arte e melodramma.

Mentre i burattini, per la loro forte carica comunicativa basata sulla simpatia, l’immediatezza e il dialogo con il pubblico, sono sempre stati un divertimento prevalentemente popolare – utilizzato anche da commedianti e ciarlatani come richiamo e strumento pubblicitario - le marionette furono per alcuni secoli un surrogato della grande opera, protagoniste di raffinati spettacoli affidati a sorprendenti animazioni e sofisticati artifici meccanici.

Nel Cinquecento il luogo teatrale privilegiato era la piazza, dove le rappresentazioni si svolgevano in occasione di celebrazioni e festività. Solo nel secolo successivo gli spettacoli finirono nel chiuso dei locali pubblici e privati.

Nell’epoca Barocca il teatro di marionette ebbe un notevole sviluppo e nel ‘700, periodo d'oro per tutti i generi di spettacolo, nelle lussuose abitazioni di nobili e prelati nacquero eleganti sale, con tanto di velluti, stucchi e dipinti di illustri scenografi. Le rappresentazioni, di alto livello, erano minori rispetto a quelle dei «veri» teatri soltanto per dimensioni.

Nell’Ottocento i burattini conquistarono il favore di un pubblico sempre più vasto. Le compagnie si fermavano nelle piazze di piccoli e grandi centri portando in scena lavori a carattere epico, religioso, ma anche politico, tanto che le rappresentazioni si trasformavano spesso in partecipate «assemblee» in cui gli attori in miniatura riuscivano ad aggirare la censura dicendo, con il loro tono ironico e beffardo, ciò che agli uomini era vietato. Nelle principali città si diffusero i teatri stabili per marionette, meta privilegiata di un pubblico che non poteva permettersi gli elevati costi dell’opera lirica: a Milano nacque il Fiando-Gerolamo, a Roma il Fiano, a Bologna le rappresentazioni si svolgevano nella chiesa sconsacrata della Nosadella. Nello stesso periodo in Sicilia raggiunse il suo massimo sviluppo lo spettacolo dei pupi, che portava in scena l’epica, il romanzo cavalleresco, le vite dei santi e dei banditi famosi. Le storie degli eroi paladini venivano narrate con cicli rappresentativi che a volte si prolungavano per mesi, sorta di telenovelas ante-litteram che spingevano gli spettatori a tornare ogni sera per assistere a un nuovo episodio.

Agli albori del Novecento un forte impulso al teatro di figura fu impresso da Vittorio Podrecca. Il suo teatro dei Piccoli, aperto a Roma nel 1914 e apprezzato a livello internazionale, dopo circa dieci anni poteva contare su 25 animatori e un «cast» di 2.000 pupazzi.

Erano gli ultimi momenti di gloria per il teatro di figura. La crisi arrivò alla metà del secolo, con la nascita della televisione. Marionette e burattini finirono in soffitta, e solo di recente l’interesse nei loro confronti sta vivendo un nuovo, sia  pur timido, risveglio. Ancora, però, prevalentemente come genere di spettacolo rivolto a bambini e ragazzi.

Glossario

Teatro di figura o di animazione

Comprende spettacoli di burattini, marionette e pupi, ma anche ombre, lanterne magiche, camere ottiche.

Burattino

È animato dal basso direttamente dalla mano del burattinaio infilata in un buratto di stoffa sul quale viene fissato il vestito.

Marionetta

A figura intera, è mossa dall’alto tramite fili, attaccati alla crociera (o bilancino) manovrata dal marionettista.

Ombra

Silhouette in cartone, pelle o altro materiale, viene collocata fra una fonte di luce e uno schermo.

Pupazzo

Realizzato in gomma, spugna, pezza o peluche, è mosso da dietro con stecche e molle. Il più celebre è Topo Gigio, creato negli anni ’50 da Maria Perego.

Pupo

Marionetta del teatro epico-popolare, armata di spada o sciabola e scudo, è azionata dall’alto con due sottili aste di metallo e un filo. Può arrivare fino a un metro e 30 centimetri di altezza e pesare 30 chili.

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Talvolta accompagnati da un piacevole sottofondo musicale, spesso originali e comunque sempre coloratissimi, i numerosi siti dedicati al teatro di figura permettono di conoscerne la storia e l’attualità, ma anche di assistere a spettacoli on-line, ascoltare le voci dei burattini, imparare a costruirli.

UNIMA Italia

[http://www.unima-it.org]

L'UNIMA (Unione Internazionale della Marionetta) riunisce quanti nel mondo sostengono, attraverso lo sviluppo dell'arte della marionetta, valori fondamentali quali la pace e la reciproca comprensione fra i popoli indipendentemente da razza, cultura, convinzioni politiche o religiose, nel rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo definiti nella Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite del 1948.

Burattini in rete

[http://www.geocities.com/Paris/3697]

Collegandosi al sito del Teatro del Canto - I Replicanti (C.so Peschiera 285 – Torino ) 011/7791901), compagnia che propone spettacoli e laboratori di marionette e ombre colorate, si può assistere on-line allo spettacolo, con tanto di audio, «Il Pericolo di Bosco Felice», realizzato dai bambini della scuola «Dal Piaz».

La tradizione genovese

[http://www.provincia.genova.it/baciccia/]

Dedicato a Mario Magonio, protagonista del teatro dialettale genovese dei burattini, contiene informazioni generali sulla storia e l’attualità del teatro di figura. Vi si trova anche un elenco delle principali compagnie italiane e straniere che operano nel settore.

Artisti on-line

[http://www.sic-informatica.it/artisti]

Nello spazio riservato agli artisti del sito della Società Informatica Campana, si trovano immagini di maschere, marionette e pupi realizzati da Lilino Diogene.

Marionette nel mondo

[http://www.sagecraft.com/puppetry/ oppure http://fox.nstn.ca/~puppets/picks.html]

I due siti, in inglese, forniscono elenchi di spettacoli, festival, compagnie e musei di tutto il mondo dedicati al teatro di figura.

Costruire burattini

[http://www.galileo.it/ludonord/]

Le tecniche per costruire burattini, marionette e altri giocattoli con materiali poveri o riciclati.

Info

A.T.F. (Associazione dei Teatri di Figura con attività stabile di impresa e di  famiglia d'arte)

[Coordinamento: V. Cavour 12 – Cervia (Ra) ) 0544/971958]

Sorta, all'interno dell'AGIS, come associazione tra le più prestigiose compagnie professionali e familiari italiane del teatro di figura, si propone la tutela del patrimonio culturale, il recupero dei repertori tradizionali ma anche lo sviluppo di nuovi linguaggi espressivi.

Avrei voluto essere un pupazzo

Intervista

NOME

Dario

COGNOME

Fo

NATO A

San Giano (VA) il 24 marzo 1926

CURRICULUM

Premio Nobel per la Letteratura 1997, da oltre quarant'anni è uno dei protagonisti più significativi della cultura italiana. Il suo teatro, ricollegandosi alla tradizione dei giullari medievali, della commedia dell’Arte, è un percorso alla riscoperta delle origini e della ricchezza della cultura popolare attraverso la farsa, l’ironia e il grottesco usati come armi di critica. In “Mistero buffo”, lo spettacolo più noto di Fo, un giullare del popolo effettua una violenta satira del potere, mentre “Morte accidentale di un anarchico”, messo in scena all’indomani della tragica fine a Milano del ferroviere Pinelli, prende spunto dalla vicenda di un anarchico scaraventato dalle finestre della questura centrale di New York.

Le coraggiose scelte che hanno sempre collocato Dario Fo, insieme a Franca Rame, in una dimensione di impegno sociale e politico, lo vedono ancora oggi profondere energie in numerose campagne contro le manipolazioni genetiche, a favore dei disabili, per la liberazione di Sofri, Bompressi e Pietrostefani. Il suo ultimo spettacolo, “Lu santo jullàre Françesco” ha debuttato lo scorso anno al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

 

Il teatro di Fo è caratterizzato da una costante ricerca sulle radici e i valori più profondi dell’espressività popolare, ma anche sull’uso del grottesco e della farsa. Elementi tipici, nei secoli scorsi, delle rappresentazioni di strada, degli spettacoli di burattini.

Parleremo del teatro di marionette e burattini.

Posso fare una premessa? Il padre di Franca era un marionettista di grande prestigio, forse fra i migliori. Una categoria straordinaria. Muovevano una cinquantina di marionette diverse, giocolieri, personaggi che suonavano il piano, facevano i salti mortali, volavano. Molto belli, ho visto alcune fotografie. E io, da bambino, il primo contatto con il teatro l’ho avuto proprio attraverso i burattini. Costruivo marionette insieme a mio fratello e mia sorella. Loro facevano i vestiti. Avevamo dagli undici ai sedici anni e davamo anche degli spettacoli.

In genere lei viene definito un “Nobel contro”. Vediamo invece le cose da un altro punto di vista. Un “Nobel per”: per la valorizzazione della cultura e del teatro popolare. Cosa pensa della tradizione di burattini, marionette e pupi?

Per me è importante, talmente importante che ho usato in molti spettacoli marionette e pupazzi. Piccoli, enormi, medi, e via dicendo. C’è uno spettacolo che si chiama proprio “Grande pantomima con bandiere e pupazzi piccoli, grandi e medi”, e un altro detto brutalmente “Il pupazzone”, ovvero … (suggerimento di  Franca Rame) “Morte e resurrezione di un pupazzo”.

Ricordiamoli.

Per poter raccontare un fatto grande come quello della Resistenza, delle fucilazioni, dei massacri… una gran quantità di personaggi insomma, avevamo risolto che la cosa migliore fosse inserire i pupazzi. E allora ecco il re d’Italia, piccolo, che camminava. Sembrava vero. Era un “pupazzo” mosso con la tecnica catalana, di quelli che si muovono a terra, quasi a grandezza naturale. E poi c’erano maschere, draghi, del teatro giapponese. Ci avevamo messo di tutto. Pure i burattini, proprio quelli che si muovono da sotto, che impongono di stare con le braccia tese in aria. Quelli dove infili la mano e muovi la bocca, la testa, gli occhi addirittura… E avevamo in scena tutti i personaggi di allora, da Mao Tse-Tung a Stalin e Togliatti. C’era anche Andreotti e altri uomini politici trattati in chiave satirica e grottesca.

Quegli spettacoli contenevano una marcata satira contro il potere.

Certo.

Vorrei sottolineare questo elemento. Perché nei secoli scorsi era uno dei tratti, delle caratteristiche principali degli spettacoli di strada. Pensiamo alla Roma dei papi, quando si faceva dire ai burattini ciò che agli uomini era vietato, quando gli spettacoli nelle piazze si trasformavano in una sorta di “assemblee politiche”…

… e nella Roma antica si portavano anche dei visi che assomigliavano molto a quelli degli imperatori, delle personalità importanti, dei senatori. È vero, sì è vero… Non solo. C’era una marionetta particolare, l’ho vista a Napoli, manovrata con dei fili che l’attraversavano. Di quei fili, il primo transitava all’altezza delle braccia e del petto e l’altro del bacino. La si faceva camminare, capovolgere, inchinare. Impressionante ciò che riuscivano a fare muovendo queste sole cordicelle!

Il teatro di figura, che affonda le proprie radici nella commedia dell’Arte, ha perso la sua caratteristica di satira contro il potere ed è diventato principalmente, o quasi esclusivamente, uno spettacolo per bambini.

Ma già in passato era rivolto ai bambini. Però in certi casi, come nello spettacolo inglese, il personaggio che si chiama Punch, che poi è Pulcinella, esprime una ferocia incredibile, una satira del potere molto forte. Sempre. Punch è il profilo del ribelle ad ogni costo, una specie di Pulcinella che manifesta la propria rabbia verso regole assurde, ingiustizie e provocazione della società dei potenti scaraventando giù dalla torre poliziotti, giudici, bastonando draghi e perfino la morte. Personaggio che trae la sua origine anche dall’uomo selvatico e dallo Zanni primordiale.

D’accordo, ma non era solo spettacolo per bambini…

Sì, certo, ma anche gli spettacoli per bambini erano di una truculenza incredibile, al limite del grandguignol. Ne ricordo uno che mi aveva impressionato. C’era Gianduja, una maschera delle nostre zone, del nord, che mangiando un salamino si ritrova fra i denti un dito, e da lì scopre che c’è un personaggio che uccide le persone, le trita e ci fa i salamini.

Negli ultimi anni c’è stata una ripresa del teatro di burattini.

Non ho più visto spettacoli di questo genere intorno. Anzi ne ho visti solo alcuni un po’ pretenziosi, si rappresentavano addirittura pezzi di Shakespeare o favole molto raffinate, però lo spettacolo popolare che io conoscevo non ho più avuto occasione di vederlo, ma penso che esista ancora.

Sono nati nuovi festival…

Mi piacerà vederli.

Pensa sia possibile recuperare al teatro di animazione quella sua caratteristica di espressività e cultura popolare?

Dipende da varie cose. Da una volontà e da gruppi che si interessano alla ricerca, alla ricerca in varie direzioni. Perché il teatro di burattini non vive da solo, vive legato alla commedia dell’Arte, al clown, al buffo, all’uso di immagini paradossali. Mi ricordo di aver assistito in Francia e anche al Festival di Cervia a spettacoli con elementi scenici a dir poco assurdi e inaspettati: cucchiai e forchette che duellavano con forbici e martelli. Ombrelli che recitavano scene d’amore. Voglio dire che, in un momento in cui si sviluppa straordinariamente la macchina della definizione realistica portata all’esasperazione, ecco, giocare sull’allusione, sul paradosso, sulla trasposizione addirittura visiva degli oggetti, per cui gli oggetti diventano qualcos’altro, è un livello di crescita sul piano della fantasia e dell’intelletto.