Breve cronologia

(1948- 2001)

 

8 febbraio 1948, Cerignola (fg) -           La polizia apre il fuoco contro un’iniziativa di protesta di militanti di sinistra uccidendo 5 manifestanti.

30 marzo 1948, Pantelleria (tp) - Una manifestazione contro l’iniquità fiscale è repressa dalle forze di polizia, che sparano provocando la morte di Antonio Valenza, Giuseppe Pavia e Michele Salerno.

13 aprile 1948, Andria (ba) - Nel corso di uno sciopero agricolo il bracciante Riccardo Suriano, colpito da un candelotto lacrimogeno, viene finito dai poliziotti a colpi di calcio di moschetto.

20 maggio 1948, Trecenta (ro) - Nella piazza del paese i carabinieri aprono il fuoco contro i braccianti in sciopero. Evelino Tosarello, comunista, rimane ucciso. Due sono i feriti gravi.

4 giugno 1948, Spino d’Adda (cr) - Una manifestazione di braccianti contro gli agrari viene caricata dai carabinieri che uccidono il contadino Luigi Venturini.

2 luglio 1948, San Martino in Rio (re) - I carabinieri, intervenuti in forza per reprimere uno sciopero, schiacciano con un autoblindo il contadino Sante Mussini, uccidendolo.

14-16 luglio 1948 - La reazione all’attentato al segretario del Partito Comunista Italiano, Palmiro Togliatti, colpito da tre proiettili sparati da tal Antonio Pallante, è immediata e massiccia. In tutta Italia si susseguono scioperi, occupazioni di fabbriche, cortei, devastazioni di sedi politiche della dc e del msi, assalti a caserme, battaglie di strada che coinvolgono milioni di lavoratori. La spinta insurrezionale, che le forze di polizia sono talvolta incapaci di domare, viene tenuta a freno dagli stessi dirigenti del pci. Nel corso di scontri, la polizia uccide a Roma Filippo Ghionna e un altro manifestante, e a Napoli Giovanni Quinto, studente, e Angelo Fischietti, operaio. A Taranto, durante lo sciopero dei cantieri navali e delle officine, nelle cariche dinanzi alla sede della Camera del Lavoro perde la vita l’operaio Angelo Gavartara. A Livorno, in una vera e propria battaglia di strada, durante la quale vengono svaligiate armerie e disarmati poliziotti, rimane ucciso un operaio. A Genova la rivolta esplode con attacchi alle forze di polizia, devastazioni di sedi politiche. Le barricate sono difese da mitragliatrici, mentre radio e giornali passano sotto il controllo della Camera del Lavoro. Alle 13 del 15 luglio il prefetto dichiara lo stato d’assedio e viene scatenata una repressione durissima. I dirigenti di pci, psi e cdl invitano gli insorti a desistere. La polizia fa uso massiccio di armi da fuoco che uccidono Biagio Stefano, Mariano d’Amori e Angiolina Alice Roba. A Bologna la Celere apre il fuoco su una manifestazione uccidendo un operaio. A Porto Marghera (ve), militanti comunisti disarmano agenti di ps e carabinieri, ma in uno scontro a fuoco viene assassinato l’operaio Cesare Pietro. A Gravina di Puglia (ba), le forze di polizia intervengono contro i manifestanti che hanno invaso un pastificio uccidendo Michele d’Elia. Dati ufficiali parleranno di 20 morti, tra cui 12 manifestanti, 600 feriti e decine di migliaia di arresti fra i giorni e i mesi successivi.

19 luglio 1948, Siena - La polizia irrompe nella sede della Confederterra malmenando i presenti e uccidendo il capo lega di Torrenieri Severino Meattini.

Luglio 1948, Gravina di Puglia (ba) - Nel corso di manifestazioni vengono uccisi dalle forze di polizia il sindacalista Luigi Schiavino e il bracciante Bonifacio Loglisci.

12 ottobre 1948, Tricarico (mt) - La polizia apre il fuoco contro una dimostrazione popolare uccidendo tre manifestanti.

15 ottobre 1948, Dairago di Arconate (mi) - Pietro Paganini, presidente dell’anpi di Dairago, viene ucciso dalle forze di polizia nel corso di una manifestazione.

16 ottobre 1948, Pistoia - Durante una lotta degli operai della San Giorgio e della smi contro la smobilitazione, le forze di polizia sparano uccidendo Ugo Schiano e ferendo tre operai.

15 novembre 1948, Teodorano (fo) - Un comunista viene ucciso dalle forze di polizia durante una manifestazione.

24 novembre 1948, Bondeno (fe) - Una manifestazione per la difesa della gestione diretta del collocamento al lavoro viene caricata dalla polizia, che provoca la morte di Fernando Ercolei e il ferimento di dieci contadini.

17 febbraio 1949, Isola Liri (fr) - Nel corso di una manifestazione operaia i carabinieri feriscono 35 dimostranti e travolgono con un automezzo Tommaso Diafrate, che muore il giorno successivo.

17 marzo 1949, Terni - Le forze di polizia aprono il fuoco su una manifestazione di protesta contro il Patto atlantico. Il bilancio è di dodici feriti e un morto, l’operaio delle acciaierie Luigi Trastulli.

19 aprile 1949, Mazara del Vallo (tp) - La polizia uccide a colpi di arma da fuoco un bracciante durante una manifestazione.

17 maggio 1949, Molinella (bo) - Nel corso di uno sciopero dei braccianti la mondina Maria Margotti è falciata da una raffica di mitra partita da un carabiniere. Altre 30 persone rimangono ferite.

3 giugno 1949, Forlì - Durante uno sciopero le forze di polizia intervengono in difesa dei crumiri. L’operaia Jolanda Bertaccini viene uccisa, mentre un bracciante rimane ferito.

12 giugno 1949, San Giovanni Persiceto (bo) - Nel corso di una manifestazione di braccianti, una guardia campestre uccide Loredano Bizzarri.

12 giugno 1949, Gambara (bs) – In uno sciopero di braccianti, un carabiniere uccide con una fucilata Marziano Girelli.

26 agosto 1949, Megliadino (pd) - Le forze di polizia aprono il fuoco contro una manifestazione uccidendo il partigiano Bruno Cameran.

30 ottobre 1949, Melissa (cz) - Nel corso dell’occupazione di una tenuta incolta di proprietà del barone Berlingeri le forze di polizia sparano sui contadini, uccidendo Giovanni Zito, Francesco Nigro, Angelina Mauro e ferendo quindici persone.

31 ottobre 1949, Isola di Caporizzuto (cz) - La polizia apre il fuoco su una manifestazione di braccianti uccidendo Matteo Aceto, organizzatore di occupazioni di terre.

31 ottobre 1949, Bondeno (fe) - Un bracciante viene assassinato dalle forze di polizia durante una manifestazione popolare.

9 novembre 1949, Crotone (cz) - La polizia apre il fuoco contro una manifestazione contadina uccidendo una donna.

29 novembre 1949, Torremaggiore (fg) - Un comizio di protesta è attaccato dalle forze di polizia con l’uso di armi da fuoco. Rimangono uccisi i braccianti Giuseppe La Medica e Antonio Lavacca, mentre la sarta Giuseppina Faenza muore per lo spavento. Dieci i feriti.

29 novembre 1949, Bagheria (pa) - Nel corso di una manifestazione un carabiniere uccide la contadina Filippa Mollica Nardo.

14 dicembre 1949, Montescaglioso (mt) - Un rastrellamento dei carabinieri alla ricerca dei responsabili di alcune occupazioni di terre si conclude con cinque feriti e l’uccisione dei braccianti Michele Oliva e Giuseppe Novello.

9 gennaio 1950, Modena - Una manifestazione degli operai del complesso siderurgico Orsi per protestare contro i licenziamenti e la serrata padronale di 40 giorni si conclude con una strage. La polizia apre il fuoco quando il corteo si avvicina ai cancelli della fabbrica. La caccia all’uomo prosegue poi per le vie della città. Sei lavoratori rimangono uccisi (Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovati) e 51 feriti.

14 febbraio 1950, Seclì (le) - La polizia spara su una manifestazione di braccianti in sciopero uccidendo Antonio Micali.

2 marzo 1950, Petralia (pa) - La polizia uccide due manifestanti e ne ferisce un terzo.

14 marzo 1950, Porto Marghera (ve) - Le forze di polizia sparano sugli operai della Breda che manifestano contro i licenziamenti uccidendo Nerone Piccolo e Virgilio Scala e ferendo cinque lavoratori.

17 marzo 1950, Torino - Una manifestazione antifascista viene caricata dalla polizia, che uccide il pensionato Camillo Corino.

21 marzo 1950, Lentella (ch) - I contadini Nicola Mattia e Cosimo Maciocco sono assassinati dalle forze di polizia durante una manifestazione.

22 marzo 1950, Parma - Il disoccupato Attila Alberti viene ucciso negli scontri provocati dalla polizia nel corso di un comizio sindacale.

22 marzo 1950, Avezzano (aq) - Una manifestazione di protesta per i fatti di Lentella viene attaccata dalla polizia che uccide Francesco Laboni.

23 marzo 1950, San Severo (fg) - La polizia scioglie a colpi di arma da fuoco una manifestazione antifascista uccidendo Michele Di Nunzio.

1 maggio 1950, Celano (aq) - Polizia, fascisti e guardie al servizio dei principi Torlonia aprono il fuoco durante una manifestazione. Rimangono uccisi Antonio Berardicuti e Agostino Paris. Altri 13 partecipanti sono feriti, mentre il comunista Antonio D’Alessandro viene assassinato da sicari al servizio degli agrari.

31 dicembre 1950 - Secondo fonti sindacali il bilancio della repressione dal luglio 1948 alla fine del 1950 è di 62 uccisi, 3126 feriti e 92.169 arrestati per motivi politici.

17 gennaio 1951, Adrano (ct) - La polizia carica a colpi di mitra e lacrimogeni una manifestazione contro la visita del generale Eisenhower, provocando feriti anche gravi e uccidendo il bracciante Girolamo Rosano. Poco dopo, una donna muore per attacco cardiaco.

18 gennaio 1951, Comacchio (fe) - Una manifestazione contro Eisenhower, il Patto Atlantico e le disumane condizioni di vita dei braccianti, viene stroncata dai carabinieri con l’uso di armi da fuoco. Rimane ucciso il contadino Antonio Fantinuoli, mentre numerosi sono i feriti anche gravi.

18 gennaio 1951, Piana degli Albanesi (pa) - Contro i manifestanti che protestano per la visita di Eisenhower, al grido di “non daremo i nostri figli alla guerra americana”, i carabinieri sparano bombe lacrimogene e colpi di moschetto che uccidono il bracciante Domenico Lo Greco.

19 marzo 1952, Villa Literno (ce) - Nel corso di una manifestazione di protesta per chiedere una più equa assegnazione delle terre, le forze di polizia uccidono il contadino Luigi Noviello e provocano diversi feriti.

7 maggio 1952, Villamarzana (ro) - La polizia irrompe in una palestra dove è in corso una riunione malmenando i presenti e fermando undici partecipanti, tra i quali il vicesindaco comunista e il dirigente della locale Coldiretti. Lo spavento provoca la morte per attacco cardiaco di Giovanni Sicchieri.

30 marzo 1953, Bitonto (ba) - Durante la protesta nazionale contro la “legge truffa”, la polizia carica i manifestanti ferendo Francesco Ricci, che muore alcuni giorni dopo.

5-6 novembre 1953, Trieste - La polizia militare anglo-americana spara sui manifestanti che chiedono il ritorno della città all’Italia, uccidendo sei persone (Pietro Addobbati, Antonio Zavadil, Saverio Montano, Erminio Bassa, Francesco Paglia e Leonardo Manzi), e provocando un centinaio di feriti.

16 febbraio 1954, Milano - Le forze di polizia attaccano un corteo di lavoratori e uccidono l’operaio Ernesto Leoni.

17 febbraio 1954, Mussomeli (cl) - Una manifestazione popolare contro la pretesa dell’Ente acquedotti di procedere alla riscossione delle bollette nonostante la cronica mancanza di acqua si trasforma in un eccidio. Le forze di polizia sparano sulla folla uccidendo Onofria Pellicceri, Giuseppina Valenza, Vincenza Messina e Giuseppe Cappalonga, di 16 anni. Fra i feriti ci sono anziane e bambini. Poco più di un mese dopo 2.300 poliziotti irrompono nel paese operando perquisizioni e arresti. Il relativo processo si concluderà con la condanna di numerosi manifestanti.

17 febbraio 1954, Barrafranca (en) - I carabinieri sparano su una manifestazione di contadini uccidendo un bambino di 5 anni.

4 febbraio 1956, Venosa (pz) - Le forze di polizia aprono il fuoco sui braccianti in lotta uccidendo Rocco Girasole.

7 febbraio 1956, Andria (ba) - Durante una manifestazione di braccianti la polizia uccide Domenico Ruotolo e provoca vari feriti.

20 febbraio 1956, Comiso (rg) - Un’assemblea di braccianti che protestano per la mancanza di lavoro viene attaccata dalle forze di polizia, che uccidono Paolo Vitale e Cosimo De Luca.

14 marzo 1956, Barletta (ba) - Le forze di polizia aprono il fuoco contro circa 4.000 persone che manifestano davanti alla sede della Pontificia Opera di Assistenza contro le discriminazioni nell’assegnazione di pacchi di viveri e indumenti. Giuseppe Di Corato, Giuseppe Spadaro e Giuseppe Lojodice rimangono uccisi, mentre sei sono i feriti gravi.

9 settembre 1957, San Donaci (br) - Dopo la reazione di un gruppo di giovani all’arresto di una donna durante una manifestazione di viticultori, la polizia spara uccidendo Luciano Valentini, Mario Celò e Antonio Carignano.

30 ottobre 1959, Spoleto (pg) - Durante la carica contro una manifestazione di protesta per la chiusura di un cotonificio, il fumo dei lacrimogeni provoca la morte dell’operaio Arcangelo Fiorelli.

5 luglio 1960, Licata (ag) - La polizia attacca una manifestazione popolare contro il carovita e per il lavoro uccidendo il commerciante Vincenzo Napoli, che cercava di difendere un bambino malmenato dai celerini.

7 luglio 1960, Reggio Emilia - Foltissima partecipazione a un comizio contro il governo Tambroni. La questura impedisce di montare i microfoni per le circa 20.000 persone rimaste fuori dal teatro, che vengono poi duramente caricate. Le forze di polizia uccidono cinque manifestanti (Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Emilio Reverberi e Afro Tondelli) e ne feriscono in modo grave una ventina. La Corte d’Assise di Milano assolverà da ogni addebito gli agenti inquisiti.

8 luglio 1960, Palermo - La manifestazione di protesta per i fatti di Reggio Emilia viene duramente caricata. Negli scontri rimangono uccisi Francesco Vella, organizzatore delle leghe edili, Rosa La Barbera, Giuseppe Malleo e Andrea Cangitano. Numerose le persone ferite da armi da fuoco, oltre 300 i fermati.

8 luglio 1960, Catania - Durante lo sciopero generale contro il governo Tambroni e gli eccidi di lavoratori, carabinieri e poliziotti caricano i manifestanti. Nel corso degli scontri, che si protrarranno fino a tarda notte, Salvatore Novembre, disoccupato, viene massacrato a manganellate e finito a colpi di pistola. Numerosi i feriti.

11 maggio 1961, Sarnico (bs) - I carabinieri sparano su una manifestazione uccidendo il disoccupato Mario Savoldi.

28 maggio 1962, Ceccano (fr) - I carabinieri aprono il fuoco sugli operai di un saponificio in sciopero da 34 giorni uccidendo Luigi Mastrogiacomo e ferendo altri sette lavoratori.

27 ottobre 1962, Milano - Nel corso di una manifestazione indetta dalla Camera del Lavoro contro l’aggressione imperialista degli Stati Uniti a Cuba, le camionette del Secondo Battaglione della Celere, giunto da Padova, caricano i partecipanti. Durante i caroselli una jeep uccide, investendolo e schiacciandolo contro un muro, lo studente di medicina Giovanni Ardizzone, 21 anni. Altri manifestanti rimangono feriti. In varie città d’Italia seguono scioperi e cortei. Il Ministero dell’Interno tenta di far passare l’assassinio cercando per un incidente.

27 aprile 1966, Roma - Durante un assalto fascista alla facoltà di Lettere muore lo studente socialista Paolo Rossi. La polizia, presente, non interviene. Il rettore Giuseppe Ugo Papi, accusato di  eccessiva tolleranza nei confronti dei neofascisti, si dimette dopo un’occupazione degli studenti e uno sciopero del personale docente, non docente e amministrativo dell’università.

12 settembre 1968, Lodè (nu) - Nel corso di una manifestazione i carabinieri uccidono l’operaio Vittorio Giua.

2 dicembre 1968, Avola (sr) - La Celere spara contro una manifestazione di braccianti, in sciopero contro le gabbie salariali, provocando la morte di Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona.

27 febbraio 1969, Roma - Lo studente universitario Domenico Congedo, anarchico, muore precipitando da una finestra in un tentativo di fuga, durante gli incidenti causati da un assalto dei fascisti, non contrastato dalla polizia, nella facoltà occupata di Magistero.

9 aprile 1969, Battipaglia (sa) - Operai e braccianti manifestano, bloccando anche il traffico dell’Autosole, per chiedere terra e lavoro e protestare contro la chiusura di alcune fabbriche della zona. Durante le violente cariche, la polizia uccide il tipografo Carmine Citro e l’insegnante Teresa Ricciardi, colpita mentre era alla finestra della propria abitazione. Numerosi sono i feriti. Centodiciannove manifestanti vengono incriminati per blocco stradale, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

27 ottobre 1969, Pisa - Al termine di una manifestazione contro il regime dei colonnelli greci, organizzata da sindacati e partiti della sinistra istituzionale, viene duramente caricato un corteo che tenta di forzare il blocco della polizia dirigendosi verso una sede del msi. Numerosi sono i feriti. Sul lungarno Gambacorti un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo colpisce in pieno petto, uccidendolo, Cesare Pardini, studente di giurisprudenza di 22 anni, che si stava avviando verso casa dopo il comizio. L’autopsia smentirà l’iniziale versione della questura, che indicava in un infarto la causa della morte del giovane. Dodici i mandati di cattura spiccati nei confronti di manifestanti.

30 novembre 1969, Napoli - Il tassista Domenico Criscuolo, arrestato il 13 ottobre in una manifestazione sindacale caricata dalla polizia, si uccide nel carcere di Poggioreale.

Luglio-settembre 1970, Reggio Calabria - Alla notizia che la città di Catanzaro è stata prescelta come capoluogo di regione esplode una rivolta popolare che si protrarrà, con varia intensità, per oltre sette mesi, e avrà alcuni strascichi fino al 1973. La destra cavalcherà la protesta, strumentalizzando la rabbia determinata dalla grave situazione economico-sociale della zona. Nel corso di duri scontri il 15 luglio la polizia uccide il ferroviere della cgil Bruno Labate e nel mese di settembre il capo operaio Angelo Campanella.

12 dicembre 1970, Milano - Nel primo anniversario della “strage di Stato”, la polizia carica un corteo dalla sinistra rivoluzionaria che si forma al termine di una manifestazione in solidarietà con i militanti di eta condannati a morte dal regime franchista a Burgos. Un candelotto lacrimogeno colpisce lo studente universitario Saverio Saltarelli. (v. scheda)

2 febbraio 1971, Foggia - Nel corso di uno sciopero la polizia spara uccidendo il bracciante Domenico Centola.

6 giugno 1971, Milano - Durante lo sgombero di una palazzina iacp, occupata da famiglie operaie, il fumo dei lacrimogeni provoca la morte di un bambino di 7 mesi, Massimiliano Ferretti.

12 giugno 1971, Palermo - Michele Guaresi, militante del Partito Repubblicano sorpreso ad affiggere manifesti elettorali dopo la scadenza dei termini consentiti, viene ucciso con un colpo di pistola da un agente di ps.

Settembre 1971, Reggio Calabria - Nel corso degli scontri verificatisi durante la mobilitazione per Reggio capoluogo, le forze di polizia uccidono Carmelo Jaconis.

11 marzo 1972, Milano - La Questura vieta alla sinistra rivoluzionaria una manifestazione di protesta contro un raduno fascista. Per tutto il pomeriggio si verificano duri scontri fra forze dell’ordine e dimostranti. All’imbocco di via Verdi con piazza della Scala, lontano dagli scontri, il pensionato Giuseppe Tavecchio, 60 anni, viene colpito mentre attraversava la strada da un candelotto lacrimogeno sparato a tiro teso ad altezza d’uomo mentre attraversava la strada. Muore tre giorni dopo in ospedale. Il capitano di ps Dario Del Medico e l’agente Vincenzo Tavino, condannati in primo grado per omicidio colposo, sono assolti in appello.

5 maggio 1972, Pisa - Le forze di polizia caricano i militanti della sinistra extraparlamentare che contestano il comizio del missino Giuseppe Niccolai, provocando decine di feriti e operando numerosi arresti. L’anarchico Franco Serantini, brutalmente malmenato al momento del fermo, muore due giorni dopo nel carcere di Pisa, privo di cure, per frattura della scatola cranica. (v. scheda)

23 gennaio 1973, Milano - In serata la polizia circonda l’Università Bocconi, per impedire agli esterni, lavoratori e studenti di altri istituti, l’accesso all’assemblea indetta dal Movimento Studentesco. Dopo un breve scontro un agente di ps apre il fuoco contro i manifestanti in fuga, colpendo a morte lo studente Roberto Franceschi e ferendo un operaio. (v. scheda)

21 febbraio 1973, Napoli - La polizia interviene con estrema violenza contro una manifestazione della sinistra rivoluzionaria. Lo studente Vincenzo Caporale, 19 anni, militante di un gruppo marxista-leninista, viene colpito alla testa da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo. Morirà il giorno successivo per emorragia cerebrale.

8 settembre 1974, Roma - I tentativi di sgombero degli occupanti di circa 150 case nel quartiere San Basilio provocano scontri durissimi che si protraggono per alcuni giorni. Per contrastare la massiccia opposizione popolare, le forze di polizia fanno un largo uso di armi da fuoco, uccidendo Fabrizio Ceruso, 19 anni, militante del Comitato Operaio di Tivoli. La successiva inchiesta ha accertato che la pallottola omicida è partita da un poliziotto, ma lo sparatore non è mai stato identificato. (v. scheda)

12 dicembre 1974, Roma - Una manifestazione nazionale di invalidi di guerra viene caricata dalla polizia. Il bilancio è di un morto, Zunno Minotti di 63 anni, e quindici ricoverati in ospedale.

17 aprile 1975, Milano - In numerose città si svolgono iniziative di protesta per l’uccisione di Claudio Varalli, assassinato il giorno precedente dal fascista Braggion di ritorno da un corteo per il diritto alla casa. A Milano, la manifestazione che si stava dirigendo verso la federazione del msi è repressa dalle forze di polizia. L’insegnante Giannino Zibecchi di 27 anni è travolto e ucciso da un camion guidato dal carabiniere Sergio Chiarieri. (v. scheda)

17 aprile 1975, Torino - La guardia giurata Paolo Fiocco uccide con un colpo di arma da fuoco l’ex operaio Tonino Miccichè, militante di Lotta Continua, nell’ambito di una lotta per il diritto alla casa.

18 aprile 1975, Firenze - Durante una manifestazione antifascista organizzata dall’anpi, poliziotti in borghese aprono il fuoco uccidendo Rodolfo Boschi, giovane militante del pci, e ferendo Francesco Panichi, dei Collettivi Autonomi. L’agente Orazio Basile sarà condannato a 8 mesi con la condizionale per “omicidio colposo in eccesso di legittima difesa”.

16 maggio 1975, Napoli - Una violenta carica della polizia contro i disoccupati che hanno occupato la sala consiliare del Comune provoca decine di feriti e un morto, il pensionato Gennaro Costantino, di 65 anni, militante del pci investito da una jeep. Numerosi gli arresti fra i manifestanti, che si sono difesi con sassaiole.

22 novembre 1975, Roma - Nel corso di una manifestazione in solidarietà con l’Angola, un gruppo di militanti di Lotta Continua si stacca dal corteo per effettuare un’azione dimostrativa contro l’ambasciata dello Zaire. I carabinieri aprono il fuoco sui giovani in fuga ferendo a morte Piero Bruno. (v. scheda)

14 marzo 1976, Roma - Durante una manifestazione antifranchista indetta dalla sinistra rivoluzionaria e dal movimento studentesco, la polizia insegue e spara contro un gruppo di giovani che avevano lanciato alcune bottiglie molotov in piazza di Spagna, davanti all’ambasciata spagnola presso la Santa Sede. Un proiettile raggiunge alla fronte un passante, l’ingegnere Mario Marotta, uccidendolo, mentre un’altro ferisce un giovane. Il giorno prima, lungo la via Appia, un militante di Avanguardia Operaia era stato colpito a una gamba da una pallottola sparatagli da poliziotti.

7 aprile 1976, Roma - In occasione della conferma in Cassazione di una condanna contro l’anarchico Giovanni Marini, l’agente di custodia Domenico Velluto apre il fuoco contro alcuni giovani che avevano lanciato bottiglie molotov verso il lato posteriore del Ministero di Grazia e Giustizia, uccidendo con un colpo alla nuca il ventunenne Mario Salvi. (v. scheda)

11 marzo 1977, Bologna – Mentre è in corso un’assemblea di Comunione e Liberazione nella facoltà di Anatomia nasce uno scontro fra i militanti del movimento e il servizio d’ordine del gruppo cattolico, che chiede l’intervento della polizia. Iniziano le cariche in tutta la zona circostante. Francesco Lorusso, 25 anni, militante di Lotta Continua, è colpito a morte da un proiettile sparato da un carabiniere. (v. scheda)

12 maggio 1977, Roma - Nell’anniversario della vittoria del referendum sul divorzio, l’assemblea dell’Università e i gruppi della nuova sinistra aderiscono all’iniziativa, organizzata dai radicali nonostante il divieto di manifestare in vigore in quei giorni nella città. Per tutto il pomeriggio si verificano violenti scontri, durante i quali la polizia, rafforzata dalle squadre speciali, fa largo uso di armi da fuoco. Intorno alle 20 sul lungotevere, all’altezza di Ponte Garibaldi, viene uccisa Giorgiana Masi. (v. scheda)

30 settembre 1977, Roma - Nel quartiere della Balduina i fascisti uccidono Walter Rossi, 20 anni, militante di Lotta Continua, che stava effettuando insieme ad alcuni suoi compagni un volantinaggio di protesta. La polizia, presente al fatto, svolge un ruolo di copertura nei confronti degli assassini, intervenendo solo per ostacolare i soccorsi al giovane morente. (v. scheda)

20 luglio 2001, Genova - Rispondendo all’appello lanciato dal movimento no-global, decine di migliaia di persone affluiscono in una città blindata per il vertice dei G8. Dopo che le forze di polizia hanno caricato indiscriminatamente cortei in gran parte pacifici, settori di manifestanti organizzano forme di resistenza e autodifesa. Nel pomeriggio, in piazza Alimonda, da un defender circondato da alcuni giovani con pietre e bastoni, il carabiniere di leva Mario Placanica apre il fuoco uccidendo con un colpo alla testa Carlo Giuliani, 23 anni. Il corpo del ragazzo viene per due volte travolto dal gippone che si allontana. Il giorno seguente l’immensa folla accorsa per la manifestazione finale è attaccata con lanci di lacrimogeni e pestaggi. La giornata si chiude con un’ennesima violenza ad opera della polizia, che irrompe in una scuola, messa a disposizione dei manifestanti, picchiando selvaggiamente i presenti e cercando di distruggere testimonianze fotografiche e video. Decine di arresti vengono operati sulla base del ritrovamento di alcune bottiglie incendiarie, che successivamente un poliziotto ammetterà di aver introdotto nella scuola su ordine di un superiore. Nel dicembre 2002 il pubblico ministero Silvio Franz ha chiesto l’archiviazione del procedimento contro Placanica, il carabiniere che ha esploso il colpo mortale. Avrebbe agito per legittima difesa. Si attendono ora le decisioni del gip.

Appendice